Se i cani non si fidano c’è un perchè

I cani sono i migliori amici dell’uomo, questa è cosa nata, ma non sono stupidi per cui sanno di chi fidarsi e sanno riconoscere gli individui in cui invece è meglio non riporre la propria fiducia.

La loro diffidenza poggerebbe su una base scientifica. Infatti è stato compiuto uno studio da un team di ricercatori dell’Università di Kyoto, in Giappone, che ha coinvolto nel suo esperimento ben 34 tipi di cane.

I cani sono stati divisi in due gruppi. Al primo gruppo veniva somministrata a intervalli regolari una ciotola con la pappa. Ogni volta che l’uomo prendeva la ciotola vuoto, i cani già correvano con l’acquolina in bocca, fidandosi dell’uomo che l’avrebbe riempita.

Nel secondo gruppo invece la ciotola dopo la prima volta, non è stata più riempita, per cui quando l’uomo prendeva la ciotola e la porgeva loro vuota, i cani delusi non correvano più perché l’uomo non era stato con loro affidabile.

I cani sarebbero anche in grado di schedare mentalmente tutti coloro che non si sono dimostrati leali con loro, non accettando dai traditori alcun tipo di cibo.

Quindi non prendete in giro i vostri cani, se gli promettete qualcosa, poi dovete mantenere quanto promesso.  
La fiducia è la base dell’amicizia, i cani lo sanno bene.

Antonella Cutolohttps://www.r101.it/news/i-cani-sanno-sempre-di-chi-non-fidarsi_6878.shtml

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Quale corretta alimentazione

Si sente spesso parlare di corretta e sana alimentazione per i cani, ma come riconoscere un cibo che sia davvero adatto per il proprio pet? Quale tipo di mangiare scegliere? Quando optare per le crocchette monoproteiche? Queste e tante altre domande in tema di alimentazione per cani mandano spesso in confusione i proprietari che non sanno come orientarsi. I dubbi aumentano quando l’animale manifesta patologie che derivano da intolleranze oppure da allergie.

L’importanza del cibo secco monoproteico

In commercio è facile reperire cibi per cani di svariati gusti e adatti ad ogni razza o fascia d’età. Un cibo non vale l’altro e spesso è necessario cambiare tipo di dieta con una monoproteica. Il cibo per cani, allo stesso modo di ciò che avviene per gli umani, può generare intolleranze e allergie alimentari di vario tipo. In queste ipotesi è possibile sottoporre l’amico a quattro zampe ai test allergici ma oltre ad essere costosi non sempre garantiscono risultati precisi. La risposta alle problematiche legate all’intolleranza o alle allergie alimentari dei cani porta il nome di dieta monoproteica, perché permette di risalire a ciò che provoca problemi intestinali, digestivi o cutanei al proprio animale. Bisogna considerare che le crocchette al salmone, ad esempio, sono molto diverse da quelle monoproteiche al salmone. Le prime, infatti, racchiudo il salmone quale primo ingrediente. Le seconde, invece, saranno formulate specificatamente con proteine di salmone. Affidarsi alla dieta monoproteica vuol dire procedere ad esclusione, fino ad individuare con successo quale proteina non viene tollerata dal proprio animale. Questo tipo di programma alimentare si svolge progressivamente sotto la supervisione del proprio veterinario, in modo da eliminare uno alla volta i nutrimenti che provocano disagi e mantenere quelli non dannosi.

Quale cibo secco monoproteico?

Il marchio Oasy è oggi in grado di rispondere alle esigenze di quei cani che devono intraprendere una dieta monoproteica, grazie alla gamma di cibo secco realizzato con proteine selezionate. Oasy  Monoproteico Adult Salmone è un cibo secco completo che si caratterizza per la qualità e perché in grado di offrire al cane anche un apporto bilanciato di Omega 3 e 6, componenti indispensabili per il mantenimento di un pelo lucido e folto. Questo alimento secco, disponibile nei formati da 2,5 chilogrammi o da 12 chilogrammi, è adatto ai cani di taglia grande, media e piccola, oltre che per adulti e junior. Grazie alla formula esclusiva, Oasy Monoproteico Adult Salmone riesce a fornire al cane tutto il fabbisogno energetico di cui necessita, proteggendo al contempo le articolazioni e le ossa. Altro vantaggio di questo alimento è l’alta digeribilità. Inoltre, la presenza di estratti di yucca svolgono una significativa efficacia nel ridurre l’odore delle feci, mentre la polpa di barbabietola apporta la quantità corretta di fibre per assicurare una regolare attività a livello intestinale.

Dieta monoproteica: quando è necessaria?

Bisogna adottare un’alimentazione monoproteica per il proprio cane, in maniera costante e paziente, solo quando consigliato dal veterinario e con la finalità di favorire il benessere e la salute. Buona regola è non sottovalutare mai le intolleranze e le allergieche vengono manifestate dal proprio cane. A questo proposito non bisogna mai trascurare le visite veterinarie periodiche e indirizzare la scelta alimentare verso prodotti selezionati.

Per altri consigli sui cani visitate anche questo sito

FONTE

Come i cani fanno bene agli umani

La presenza di uno (o più) cane porta agli umani enormi benefici sia fisici sia mentali

Il cane di un proprietario serio e responsabile è pulito, vaccinato, e si sa comportare e quando è portato nei posti pubblici non si sente e spesso nemmeno si nota. Non conta se è bianco, se è marrone o nero, se piccolo o grande. Tutto dipende dal proprietario, che deve portare il suo cane se sa comportarsi in modo adeguato alle situazioni. Niente di diverso da quello che si dovrebbe fare con i bambini.

Il cane di un proprietario serio e responsabile è pulito, vaccinato, e si sa comportare e quando è portato nei posti pubblici non si sente e spesso nemmeno si nota. Non conta se è bianco, se è marrone o nero, se piccolo o grande. Tutto dipende dal proprietario, che deve portare il suo cane se sa comportarsi in modo adeguato alle situazioni. Niente di diverso da quello che si dovrebbe fare con i bambini.

E’ il motivo per cui detesto i cartelli ‘divieto di accesso ai cani’, nelle varie forme che hanno. Non perchè si debba andare ovunque con il cane – non imporsi è la prima forma di rispetto – ma perchè mi fanno pensare a quei cartelli rivoltanti della segregrazione istituzionalizzata negli Stati Uniti o in Sud Africa e in generale al razzismo contro chi è diverso.PUBBLICITÀ

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Dove i cani sono rifiutati non è perchè sporcano o perchè abbaiano o per questioni igieniche (se una pizzeria non ha problemi con i cani, un’altra che non li fa entrare sostenendo che lo impone la legge è quantomeno sospetta), è perchè sono cani.

A differenza degli umani, per fortuna per loro i cani non si rendono conto di essere respinti per chi sono e non ci rimangono male, sono solo felici se trovano qualcuno che li accoglie e a loro offrono quegli incredibili benefici che anche la sola presenza di un cane porta agli umani.

E l’argomento di oggi, presentato in modo parecchio bellicoso ma ogni tanto va così.

I benefici che i cani portano agli umani sono scientificamente provati, sono tanti, sono importanti e riguardano, il fisico, la mente e la socialità delle persone.

Eccone alcuni.

Basta la presenza di un cane in una stanza – non serve nemmeno toccarlo – perchè siabbassi il livello di stress nei presenti.

I benefici aumentano, come prevedibile, se ci si avvicina al cane – se lo si accarezza sono al massimo ma basta addirittura guardarlo senza bisogno di toccarlo. Gli effetti benefici iniziano dopo appena 5-20 minuti dalla vicinanza con il cane e durano più a lungo dei medicinali.

#. Aumenta il livello di ossitocina nel sangue, detta anche l’ormone dell’amore, che tra le altre cose crea sentimenti di attaccamento e di attenzione agli altri. Nelle madri umane, ad esempio, livelli di ossitocina più alti nei mesi dopo il parto sono associati ad un legame più forte con il figlio appena nato (Dssa. Carol Rinkleib Ellison)

#. Aumenta il livello di beta-endorfine nel sangue, considerate analgesici naturali, promuovono sensazioni piacevoli e alzano la soglia del dolore.

#. Aumenta il livello di dopamina, importante tra l’altro per l’umore, il comportamento, il sonno, la motivazione, l’attenzione e la cognizione.

#. Aumenta il livello di feniletilamina, che tra l’altro aiuta a migliorare l’umore e la concentrazione e a regolare l’appetito

#. Migliora la pressione sanguigna

#. Si rilassano i muscoli

#. Si regolarizza il respiro

#. Rallenta il battito cardiaco

#. I cani aiutano a socializzare, sono quindi un aiuto importante anche per chi è solo

#. I cani aiutano i bambini che hanno problemi ad imparare a leggere

#. I cani aiutano chi soffre di forme lievi di depressione: costringono a distogliere l’attenzione da sè, ad occuparsi di altri, e allo stesso tempo amano senza giudicare.

#. I cani aiutano a tenersi in forma: devono essere portati fuori, bene, e con appena mezz’ora di cammino al giorno all’aria aperta migliora la pressione, aumenta l’energia e il senso di benessere e si tiene il peso sotto controllo.

#. Grazie ai cani si incontrano tante persone e nascono anche vere amicizie

#. Dedicarsi al cane permette di staccare, almeno temporaneamente, dalle oppressioni quotidiane

#. La presenza di un cane nella propria vita è anche associato ad un minore rischio di soffrire di malattie cardiovascolari e ad una ridotta mortalità di chi soffre di infarto miocardico acuto e di ictus

Per non parlare della forza del legame che si crea con il cane. E’ così intenso, così diverso da qualsiasi relazione con gli umani (diverso, non meno forte) e così unico da essere impossibile da descrivere a parole, per conoscerlo e capirlo si può solo viverlo. Una misura del peso del rapporto con il cane lo da come si soffre quando muoiono. Ma anche questo, purtroppo, bisogna viverlo per conoscerlo.

FONTE

Tutti i cani possono essere recuperati’, parola di educatore

“In teoria tutti i cani sono pericolosi e tutti non lo sono. Dobbiamo conoscere il nostro cane e saperlo guidare”. Ad affermarlo in un’intervista all’Adnkronos Andrea Cristofori, educatore cinofilo esperto nel recupero comportamentale di cani dichiarati ad elevata pericolosità sociale. Secondo un recente Rapporto Eurispes, 3 famiglie italiane su 10 hanno un animale domestico e la maggior parte sono cani. Chi sceglie di avere un amico a 4 zampe deve essere consapevole che educarlo è fondamentale e fa parte di un percorso che porta il proprietario a comprendere il ‘linguaggio canino’ in modo da saperlo guidare e aiutarlo ad affrontare tutte le situazioni in maniera corretta una volta guadagnata la sua attenzione e la sua fiducia. “La maggior parte dei cani che incontriamo per strada è docile ma è fondamentale che il padrone sia in grado di controllarlo anche quando è in una situazione di stress”, sottolinea Cristofori che, insieme ai suoi due fratelli gestisce alle porte di Roma il ‘Centro Studio Cani’, scuola per proprietari di cani, come ci tiene a sottolineare: “Il cane è cliente e il proprietario è solo un allievo”. Tecnicamente il comportamento di ogni singolo cane è il risultato di un’esperienza di crescita, più o meno corretta, vissuta alla luce di una predisposizione genetica di istinti e qualità. Non esistono insomma cani irrecuperabili, tanto meno cattivi, ipereccitabili, dominanti, bastardi, dispettosi, ansiosi o gelosi. E’ fondamentale saper cogliere però i segnali che dimostrano come il cane non sia poi così rispettoso del proprietario. “L’abbaio sul cancello o sul campanello sono dei segnali: il cane ha deciso che quella persona non entra perché è pericolosa – afferma Cristofori – il cane che non sempre torna quando lo chiamo, è un cane non del tutto sotto controllo. I segnali ci sono e sono chiari ma non sempre noi siamo in grado di interpretarli. Oppure li codifichiamo secondo un segnale umano. Ad esempio, il cane che divide marito e moglie sul divano non è geloso: è in sfida con l’altro maschio”. Quando possiamo dire allora di avere un cane sotto controllo? “Se il cane esegue ciò che gli chiediamo in qualsiasi situazione possiamo dire di avere un buon controllo – spiega l’educatore cinofilo – se siamo in grado di uscire da una situazione di estremo stress per l’animale, come ad esempio un rumore forte, con lo sguardo e senza guinzaglio possiamo dire di aver un buon controllo”. “Non esiste il cane buono o il cane cattivo. Il cane è un animale come noi e reagisce alle situazioni: se spaventato o sotto stress, ha delle reazioni – afferma ancora Cristofori – semplicemente ci sono cani che si attivano prima. Quindi, conosciuto il proprio cane, dobbiamo stare più che altro attenti alle specificità di razza”. “Ogni razza ha qualità diverse – spiega l’educatore cinofilo – se ho bisogno di un cane da compagnia, sceglierò un cane che non ha una combattività troppo alta sotto il profilo della bocca, con un grado di eccitabilità gestibile che non sfocia quasi mai nell’aggressività come può essere un Golden o un Boxer. Se scelgo un Pit Bull so che è un cane tranquillo e sereno che però, se va in stress e non ha fiducia nel proprietario, utilizza la forza fisica. Se ho bisogno di affetto non scelgo un Akita Inu o un cane forte e indipendente che prenderebbe il gesto come una richiesta di aiuto”. “Poiché ogni cane ha delle caratteristiche ed è stato selezionato per fare delle cose, che comunque restano nel suo dna anche se non le fa più – sottolinea Cristofori – è meglio orientare la nostra scelta sul cane che ci assomiglia di più al livello caratteriale e che quindi riusciamo a gestire meglio. Non dobbiamo farci guidare dall’estetica, come spesso accade”. “E’ difficile leggere da qualche parte che un cane non va bene per questo o non è indicato per i bambini. E’ chiaro che dipende da come cresce – aggiunge – ma non possiamo dimenticare gli standard e le qualità del cane quando lo scegliamo. Dobbiamo quindi valutare che siano congruenti con noi”. E non facciamoci spaventare dai cani già adulti: “E’ come nella crescita di una persona, magari ci vuole un po’ più di tempo e pazienza. Il cane è sempre riprendibile. E spesso accogliere in casa un cane stabilizzato, come può essere uno che sta in un canile e conosce il rapporto di branco, è la situazione migliore, soprattutto per chi ha bambini o per le persone anziane o con una disabilità con difficoltà a imporsi e a interagire con il cane. Perché per crescere un cucciolo bisogna avere la capacità e la pazienza”.

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Cani in appartamento, ascensore si o no?

Diatribe che scoppiano tra vicini di casa che possiedono un cane e quelli invece che ne sopportano malvolentieri la presenza. Le normative per le aree comuni. Si può portare il cane in ascensore, per esempio? Come gestire l’abbaio. Pubblicato il 25 Marzo 2019 Condividi Al centro di questa puntata di Amico cane le diatribe tra condomini sul cosa può fare o non può fare il nostro compagno quadrupede, quali sono le normative che regolano la convivenza tra vicini. L’abbaio molesto, le aree comuni come l’ascensore e il giardino, cosa dice la normativa in merito? Perché il cane abbaia in modo continuo e come si può gestire? A volte è colpa anche delle cattive abitudini date da noi proprietari. Ne parliamo con le nostre ospiti in studio, l’avv. Simona Aspesi e l’educatore cinofilo Romina Luccarelli.

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FONTEhttps://www.rete55.it/trasmissioni-rete55/amico-cane/cani-in-appartamento-ascensore-si-o-no/

Milano: un quartiere per cani e gatti

I pet, e i loro padroni, saranno padroni dell’Uptown Smart District. Tra parchi, eventi e case pensate ad hoc

Chissà che a breve a Milano qualcuno non cominci a canticchiare di un certo «uptown dog», in riferimento a uno dei super fortunati abitanti a quattro zampe dell’Uptown Smart District, il primo quartiere cittadino pensato per far convivere al meglio tutti coloro che amano i cani (ma anche i gatti) e desidera vivere un’esistenza serena e vivace in compagnia del proprio cucciolo, ma anche rispettosa degli altri

L’area di Uptown non è centrale, si trova in via Pier Paolo Pasolini, a Molino Dorino, periferia Nord Ovest della città, proprio come accade nelle grandi metropoli internazionali dove le realtà più vivibili (ma anche le sedi delle multinazionali più importanti) si sviluppano nei quartieri più periferici, in un’ottica emergente e di sviluppo. E oltre a essere un vero e proprio paradiso per i cani e i loro padroni, a partire da oggi, fino a luglio compreso, una volta al mese, il District dedicherà un giorno al mese a eventi e iniziative speciali, un palinsesto di manifestazioni pensate appositamente per questa nuova dimensione che prevede il binomio «bipede-quadrupede» all’interno della Conference Hall de «La Cascina» Uptown community center. Si parte oggi, dalle 14,30, con un party di primavera che coinvolgerà i presenti in attività per i loro animali domestici come uno show cooking con la «pet chef» Kiki Pelosi per imparare a preparare dolcetti per il proprio amico a quattro zampe e la Spa mobile. Gli incontri con gli educatori e i veterinari si alterneranno, una volta al mese, a partire dal 14 aprile.

Forse l’aspetto più attraente di UpTown Smart District però è il parco pubblico di 300mila metri quadrati, accessibile liberamente, dove si può passeggiare con i propri amici pelosi certi d’incontrare sempre qualcuno che condivide le medesime passioni in fatto di animali. In questa grande area verde ci sono tre aree cani (accessibili a Fido ma anche a Micio) ciascuna dedicata a una taglia diversa, dove lasciar libero il proprio animale domestico di giocare e divertirsi in compagnia, oltre a cinque fontanelle e un ruscello. Ma muoversi liberamente senza mai doversi separare dal proprio fedele amico nel District è un concetto tutto tondo che include anche le zone comuni così come bar e negozi.

L’impegno di EuroMilano per la creazione di un quartiere pet welcome si sviluppa anche negli appartamenti, pensati proprio in funzione di chi vive con un animale domestico. Le abitazioni comprendono già alcune attrezzature, come ciotole, cucce, tappetino rinfrescante e palline da gioco, consigliate da PetPro, società che offre servizi di educazione cinofila e di accudimento in famiglia, partner di UpTown in questo progetto. Per chi sceglierà gli appartamenti di Uptown Milano è prevista un’offerta commerciale esclusiva ed è inoltre inclusa nel prezzo dell’appartamento una polizza assicurativa sviluppata da Unipol Saiper il primo anno: la C@ne&G@atto è studiata infatti proprio per gli animali domestici e comprende l’assistenza 24 ore su 24, una convenzione con cliniche veterinarie, il rimborso spese per il veterinario e un geo-localizzatore per il collare per sapere sempre dove si trova il vostro amico. La fedeltà dei cani è proverbiale, ma se al vostro cucciolo potrete offrire tutto questo, siate certi che non vi lascerà più! Oltre a trasformarsi in un vero quartieri per cani.

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Cannabis terapeutica per cani e gatti

La dottoressa Elena Battaglia

La cannabis fa bene anche agli animali e l’uso medico dei cannabinoidi su cani e gatti si sta diffondendo sempre di più. Le proprietà terapeutiche della cannabis possono essere utili per trattare animali vecchi o malati che tornano ad avere appetito, per dare sollievo dal dolore, miglior riposo e maggiore mobilità.
In America in diversi Stati numerosi veterinari che trattano animali domestici, ma anche di animali da fattoria come i cavalli, hanno cominciato da tempo a somministrare cannabis agli animali malati, realizzando così una discreta aneddotica su dosaggi e risultati. Una campagna iniziata anni fa dal veterinario di Los Angeles Doug Kramer, 36 anni, che in passato aveva spiegato: “Sono stanco di praticare l’eutanasia di animali domestici sapendo di non fare tutto il possibile per rendere la loro vita migliore” ha detto. “Mi sentivo come se li stessi tradendo”. Oggi sono diversi i colleghi che stanno seguendo il suo esempio ed alcuni Stati, come il Nevada, hanno creato una legge ad hoc che prevede che il proprietario di animali possa somministrare cannabinoidi anche potenzialmente psicoattivi sotto prescrizione di un veterinario.
Ma la cannabis terapeutica è una realtà a livello veterinario anche in Italia, nonostante siano ancora pochi i medici che la conoscono e la prescrivono. Noi ne abbiamo parlato con la dottoressa Elena Battaglia, che esercita a Spotorno, in provincia di Savona, e che ha iniziato a girare per l’Italia in diversi convegni e conferenze per parlare dei risultati del suo lavoro.

“Io ho iniziato sul mio cane con un prodotto di Canna Companionacquistato l’anno scorso negli Stati Uniti”, racconta la dottoressa spiegando che: “E’ un prodotto derivato dalla canapa con alto contenuto di CBD utilizzato negli animali anziani, con artrosi e problemi epilettici. Ho chiesto informazioni e la titolare del negozio mi aveva spiegato che lo utilizzava per il proprio cane, che era molto ansioso e sul quale funzionava bene, e che lo prendeva anche un altro cane epilettico”. La prima sperimentazione della dottoressa è stata sulla sua anziana cagnolina, con risultati inaspettati.

“Ho deciso di provarlo sulla mia cagna che aveva 18 anni e faceva proprio fatica ad alzarsi: avevo già provato antinfiammatori e cortisone ed avevano avuto poco effetto; era l’ultima speranza. Con questo prodotto sembrava che invece che 18 ne avesse 14 di anni perché si alzava, riusciva a camminare tranquillamente ed erano quasi spariti tutti i grossi problemi che l’affliggevano”.

“Una volta tornata in Italia grazie ad un importatore di Savona siamo riusciti ad avere capsule a base di CBD in forma galenica basandoci sui dosaggi di Canna Companion. Da lì ho iniziato a dare questi prodotti a cani e gatti con varie patologie, dall’artrosi a dolori vari, passando per vari problemi”.

Per l’esperienza della dottoressa: “Il CBD funziona benissimo su artrosi, dolore e come antinfiammatorio. Invece ho riscontrato che il CBD puro, nei cani ansiosi non ha sempre effetto. Ora sto utilizzando un prodotto che si chiama Medihemp complete  che è prodotto da un’azienda austriaca ed ha tutto il fitocomplesso, non il signolo cannabinoide in forma pura. Sembra funzionare meglio in tutti i casi, specialmente in quelli con l’ansia, in cui si ha un riscontro maggiore.

Sui tempi di risposta la dottoressa sottolinea che: “La risposta è soggettiva” e ci sono casi in cui il CBD non ha effetti immediati. “Ci sono cani in cui fa effetto dopo un paio di giorni, per la mia ce n’erano voluti 4, ma ho avuto cani con problemi di artrosi che hanno avuto i primi benefici dopo 15 giorni”.

Mentre per quanto riguarda le patologie che si potrebbero trattare la dottoressa Battaglia specifica che: “Per l’artrosi funziona a livelli tali che smettono proprio di prendere antidolorifici ed integratori, anche se ad alcuni continuo a dare entrambi. Non esiste una prassi per tutti, bisogna valutare caso per caso. L’olio che sto usando ora ci permette inoltre di aumentare o diminuire il dosaggio, mentre le capsule erano a dosaggio standard. Io ho avuto due casi di cani con un’artrosi grave: abbiamo le lastre del prima e del dopo che testimoniano come sia effettivamente diminuita grazie al CBD, e questi cani ora stanno molto meglio: hanno preso il CBD per 9 o 10 mesi ed ora non lo stanno nemmeno più prendendo e stanno bene”.

In che quantità lo prescrive di solito?Per i gatti in genere basta un’assunzione al giorno mentre per i cani due volte al giorno, mattina e sera. I quantitativi dipendono da caso a caso.

L’ha prescritto anche per altri animali?
Si potrebbe anche prescrivere per altri animali. Ad esempio per i cavalli viene usato negli Stati Uniti da diverso tempo.

E sa se negli Stai Uniti usano anche il THC per gli animali?
Ci sono veterinari che lo utilizzano, come uno che lavora in Colorado, il dottor Robert J. Silver, dove la cannabis è legale anche dal punto di vista ricreativo. Credo che non abbiano la possibilità di prescriverlo per gli animali ma che possano consigliare al padrone determinati prodotti. Lui lo utilizza ed ha fatto un corso online dove non solo spiega come usarlo ma mostra anche i diversi casi clinici spiegando i vari dosaggi e le varietà utilizzate.

Ed in Italia per un veterinario è possibile prescrivere prodotti a base di CBD?
Sì, certo, si può prescrivere tranquillamente. Noi in teoria potremmo prescrivere anche la cannabis terapeutica nelle varie varietà che importiamo e produciamo. Vista la carenza di cannabis per i pazienti per ora non ci penso nemmeno, ma quando sarà facilmente reperibile vedremo. C’è tanta disinformazione e bisognerebbe che ci fossero più veterinari che lo prescrivessero. Inoltre ci vorrebbe più ricerca e sperimentazione. Basterebbe anche iniziare a ragionare su delle tabelle di riferimento per cani e gatti e metodi e quantitativi di assunzione in base al peso ed al disturbo. In America ci sono forum online in cui qualunque proprietario di animali domestici ne discute con più competenza di quanto facciano da noi i professionisti: bisognerebbe approfittare di chi l’ha già usato per capire come può essere dato, quando funziona e quando no.

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Il lavoro intuitivo del cane da guardia

Tosca, la nostra schnauzer media pepe e sale, non ha certo un carattere facile, è sempre in allerta, mai rilassata nemmeno quando dorme. Certo si sa che lo schnauzer medio è tra le tre taglie di schnauzer, quella più adatta alla guardia e quando si mette ad abbaiare nel cuore della notte è meglio darle retta e guardare.

Dove abitiamo ora (ce ne siamo andati da Milano un anno fa) siamo a contatto con molti animali del bosco, ma anche con altri cani non vicinissimi a noi, ma udibili benissimo la notte. Tosca ha imparato a sopportare i loro abbai, diciamo che è più sensibile agli odori di selvatico che arrivano dal bosco.

Un cane da guardia equilibrato e fiducioso reagisce con grande misura agli stimoli esterni (in gergo, si dice che ha la tempra dura) e abbaia soltanto quando è strettamente necessario. Evidentemente per Tosca è assolutamente necessario avvisarci che in giardino ci sono i cervi.

Un cosa è certa ed è comune sia a Tosca (Schnauzer medio) che a Strauss (Schnauzer nano), il loro abbaiare insistente (quello di Tosca specialmente) li spinge ad agire, se noi apriamo la porta del giardino, loro si lanciano fuori senza alcun timore, pronti a colpire. E vi assicuro che vedere gli schnauzer in azione fa proprio paura. B

Se poi si dovesse trattare di un umano sarebbe indispensabile saperli gestire con sicurezza. La prima regola, ovviamente, è il richiamo, al quale il cane deve sempre rispondere, per esempio se si avvicina troppo al visitatore o se non smette di abbaiargli contro. Ecco questo con Tosca è difficile. Siccome però i cani capiscono i gesti molto più delle parole, con Tosca ho sviluppato una tecnica che mi è stata insegnata: quando arriva uno sconosciuto, gli vado risolutamente incontro, scansando Tosca se necessario, e lo abbraccio per un paio di minuti. Dopodiché lascio che la schnauzer si avvicini e annusi l’ospite. Alla seconda visita e al secondo abbraccio, di solito Tosca scodinzola festosa. L’abbraccio è importante non perché segnali affetto o amicizia, ma perché indica al cane che quella persona è di mia proprietà: e ogni buon cane, rispetta la proprietà del suo riferimento umano.

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I cani possono mangiare frutta e verdura?

Anche se il cane è un carnivoro, lo è in misura minore rispetto al gatto e un po’ di frutta e verdura può fargli bene, ma solo quella giusta. Frutta e verdura sono importanti per l’alimentazione del nostro cane. Questo perché apportano al suo organismo sostanze fondamentali come vitamine, sali minerali, fibre solubili e antiossidanti.

Cosa può mangiare il cane?

Tra gli ortaggi che possiamo dare al cane ci sono le carote, ricche di ferro, calcio, fosforo e potassio, oltre che di vitamine A, B, C, D, E e K. La vitamina E protegge i tessuti dall’azione dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento.

La vitamina A ha funzione antiossidante e stimola le difese immunitarie, oltre ad apportare benefici per la funzione visiva. Le zucchine sono fonte di potassio, vitamina E, luteina, zeaxantina, vitamina C e acido folico. I broccoli, oltre alle già citate vitamine A, B, C, D, E e K, sono anche una fonte di ferro, fosforo, potassio e calcio e contribuiscono a purificare l’organismo. Tra i frutti ricordiamo la banana, ricca di potassio che aiuta a sostenere la condizione muscolare, e l’anguria, che contiene la vitamina B-16.

Quale frutta e verdura dobbiamo evitare?

Ci sono anche verdure e frutti pericolosi per i cani. Ecco una lista delle più comuni, da non dargli mai, neppure in dosi minime.

Uva, uva passa e ribes: pericolosissimi per i cani, anche una quantità bassa può causare danni irreparabili ai reni. Cipolle: questi ortaggi sono una minaccia alle cellule sanguigne del cane, quindi da evitare in tutte le forme, crudi, cotti o in polvere. Cachipescheprugnealbicoccheciliegie: la polpa di questi frutti va bene ma solo la polpa, perché il nocciolo contiene una sostanza che, metabolizzata, diventa cianuro quindi eliminiamolo.

Avocado: contiene sostanze che al cane possono provocare vomito, diarrea e difficoltà respiratorie. Pomodori: senza pelle e mai in grandi quantità sono ok, ma attenzione alla pianta, se l’abbiamo nell’orto, perché fusto, rami e foglie contengono sostanze tossiche. Patate: cotte e senza pelle, in quantità limitata, non sono un problema. Crude mai, oltre a essere disgustose, contengono ossalati, nocivi ai reni e non solo, anche per noi umani.

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Il sindaco amico dei cani, in gabbia con loro

“Non esco da qui se non con i cani. Non uscirò fino a quando non avverrà il dissequestro da parte della Asl della pensione”.

Rachele Taccalozzi, il sindaco di Montefranco, si è chiusa con tanto di fascia tricolore, all’interno di una gabbia con quattro cagnolini trovati nel suo territorio ed in cerca di adozione.

Gli amici a quattro zampe sono stati infatti sistemati provvisoriamente in una pensione privata per animali a Pentima che l’Asl ha posto sotto sequestro ma solo per motivi legati a presunte irregolarità amministrative, perché la struttura in quanto tale è un gioiello. Struttura che era stata controllata alla fine dello scorso anno e non era stato riscontrato nulla di anomalo.

La scorsa settimana i quattro cani hanno trovato dei padroni intenzionati ad adottarli, ma quando doveva avvenire la consegna tutto è stato bloccato. Ed ora, così, i cani “prigionieri” rischiano di perdere le loro nuove famiglie. Devono quindi essere dissequestrati, e in fretta.

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