Milano, il Parco Sempione è una minaccia per i cani a causa della droga

Certo non capita solo al Parco Sempione, a Milano pare essere la regola, ma in ogni modo, se portate il vostro cane al Parco non liberatelo dal guinzaglio, nei cespugli si trova di tutto, anche la droga.

Gli animali si infilano nei cespugli di parco Sempione, dove abitualmente gli spacciatori nascondono le dosi. Così la passeggiata finisce in ambulatorio: “I sintomi sono quelli dell’assunzione di stupefacenti”. E per i proprietari il danno è doppio: “È un problema risaputo ed è pure costoso, perché poi il veterinario bisogna pagarlo”. La polizia locale ammette il problema ma minimizza: “Pochi casi, succede solo ad animali con disturbi del comportamento. Il parco viene controllato ciclicamente”

Paco stava correndo libero nel parco, quando si è intrufolato in un cespuglio e ha mangiato qualcosa di strano. Poche ore dopo eravamo al pronto soccorso veterinario perché il cane era sotto effetto di droghe”. A raccontarlo è Manuela, padrona di un Golden retriever di 7 anni con cui va spesso a parco Sempione, in pieno centro a Milano. Qui gli spacciatori, per evitare di essere sorpresi in possesso di stupefacenti, nascondono la droga nei cespugli o sotto le zolle di terreno. Lo conferma la polizia localedel Comune, che solo due settimane fa ha sequestrato 382 grammi di hashish e 7,5 grammi di marijuana nel parco. Ma quando queste sostanze sono ingerite per errore da un cane, le conseguenze possono essere anche gravi. “Quando siamo tornati a casa Paco ha iniziato a barcollare, non si reggeva più sulle zampe. Aveva le pupille dilatate, proprio come succede agli esseri umani”, aggiunge Manuela. “

I veterinari: “Capita spesso, soprattutto d’estate”
Numeri o statistiche ufficiali sul fenomeno dei cani drogati non sono disponibili. Il motivo è semplice: non esiste una terapia specifica o un antidoto agli stupefacenti. “L’unica soluzione è che gli effetti di queste sostanze scompaiano da soli, come avviene per gli umani. Al massimo interveniamo con una flebo in endovena”, spiega al IlFatto.it un medico della Clinica veterinaria Sempione. “Non facciamo esami tossicologici perché non servono, però i sintomi non lasciano spazio a dubbi. I cani arrivano barcollando, con gli occhi spalancatisbavanoabbaiano nel vuoto. Spesso sono stati a parco Sempione nelle due o tre ore precedenti”. Un racconto simile a quello fornito da altri 5 veterinari milanesi. “Ultimamente è capitato di meno, ma d’estate è abbastanza frequente”, aggiunge Ilario Taddeo, dell’ambulatorio Arco della Pace. “Ne arrivano di più la sera, perché magari anche gli stessi cani vedono di meno. E poi loro ingeriscono davvero qualunque cosa, figuriamoci una cosa odorosa come la marijuana”, conclude una collega dell’ambulatorio Procaccini. “L’ultimo arrivato era sdraiato su un fianco e ululava di continuo, sembrava che stesse vedendo delle cose tutte sue. Fa molta paura, ma dopo una notte si risolve e passa tutto. I rischi maggiori si hanno con altre sostanze, come la cocaina o l’eroina”.

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Cosa passa per il cervello dei nostri cani?

Il cervello dei nostri cani è molto simile al nostro, come il nostro può pensare e restare influenzato dai nostri atteggiamenti, per questo avverte il nostro stata di nervosismo e il nostro malumore, per questo ama i nostri amici ed è ostile ai nostri nemici..

In questo video  Angelo Vaira /Corriere Tv, ci spiega molte cose interessanti.

 

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Perchè un cane può cambiarti la vita

L’arrivo e poi la presenza di un cane (o più, ovviamente) nella vita dei loro umani è così dirompente che si può dire senza rischio di sbagliare che esiste un prima del cane e che dopo nulla è più lo stesso.

Perchè?

E una volta provato l’amore del e per il cane è praticamente impossibile viverne senza. Con in più la consapevolezza che con ogni cane la relazione è unica perchè ogni cane è un mondo a sè e ognuno da a suo modo – c’è chi ti lecca le lacrime quando piangi, chi ti assiste quando stai male, chi si accoccola vicino a te, ognuno al suo posto ma vicini e presenti uno per l’altro, chi ti si stende addosso, irruento ed esuberante, chi permette solo a te di occuparsi di lui/lei, e così ognuno nella sua unicità.

I cani stravolgono la vita anche da un punto di vista pratico, non solo emotivo.

Il primo, più basilare, sono le uscite. I cani hanno bisogno di uscire, e anche bene (le uscite per loro svolgono la fondamentale funzione non solo di permettere loro di produrre ma anche di esercitare il corpo e la mente, di socializzare, di divertirsi, di scoprire il mondo, di rafforzare la relazione con i loro umani) per cui con il cane si esce, almeno 3 volte al giorno, tutti i giorni, non ci sono se e non ci sono ma che tengano. Ogni età e ogni individuo poi ha le sue esigenze specifiche che devono essere rispettate. E’ vero che esistono i dogsitter ma non si può e non si deve delegare ad altri la relazione con il cane e una parte importante di quella relazione è fatta dall’uscire, bene, insieme.

Un altro aspetto sono le uscite, intese come gli umani che vanno da qualche parte in cui il cane non può andare. Ecco, tantissimi umani scoprono che con la presenza del quadrupede le uscite diventano complicate e molto spesso non perchè il cane non riesca a stare da solo quelle poche ore di una cena o di un cinema; no, perchè gli umani non riescono a lasciarlo/a solo/a. Provare per credere… E detto tra noi, molto meglio i proprietari che fanno qualche rinuncia pur di non lasciare soli i cani di quei proprietari per cui è normale lasciare regolarmente il cane solo per ore e ore o addirittura giorni (folle per quanto sembri, c’è anche questo).

Avere un cane, amarlo e rispettarlo/a e soddisfare le sue esigenze richiede grande disponibilità e adattamento. Il cane è un essere vivente, ricco di emozioni, sentimenti, stati d’animo ed esigenze, sia individuali sia di specie, può vivere bene o male e l’ago della bilancia sono i suoi umani e l’amore, il rispetto e la dedizione che hanno nei suoi confronti. Cosa vuol dire praticamente? Di tutto, considerato che ogni cane, oltre alle esigenze date dal suo essere cane, ha le sue esigenze individuali. Nel tutto, c’è un comun denominatore: i cani richiedono tanto tanto impegno, e la disponibilità a fare ciò di cui loro hanno bisogno (e non ciò di cui gli umani pensano abbiano bisogno) per stare bene.

Chiudiamo con il capitolo viaggi, altra nota non necessariamente dolente ma sicuramente complicata dell’avere un cane: per chi ha il cane e non ama lasciarlo (cosa più che condivisibile) viaggiare non è semplice, non solo perchè viaggiare con un cane è complicato in termini di case, alberghi, treni etc. ma anche perchè non è detto che il peloso non soffra ad esempio la macchina, o il treno. E il proprietario che ama la sua creatura a quattrozampe in un modo di cui quasi quasi si vergogna temendo di essere preso per matto, cosa fa? Si adatta e a volte può anche voler dire rinunciare a viaggiare e alla fine non sentirne nemmeno troppo la mancanza.

Volendo riassumere in due punti perchè c’è un prima-cane e poi nulla è più lo stesso: condividere la vita con un cane è una esperienza emotiva ed affettiva senza pari e quegli essere pelosi e quadrupedi riescono a farci fare cose che non faremmo per nessun altro.

Ecco chi ha scritto questo artico

Lauretana SattaDog bloggerDal caos nasce una stella danzante, diceva Nietsche. Per Lauretana il caos è stata la relazione con Oban, cane complicato, e la stella danzante è la vita insieme ora dopo tanto lavoro insieme. Dall’esperienza con Oban è nato il sito Dogdeliver, pensato per raccontare la straordinarietà dei cani e della loro relazione con gli umani.

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Avete paura dei cani? Ecco alcuni consigli da adottare

Capita di aver timore dei cani, magari traumi non superati in passato o genitori troppo apprensivi hanno fatto si che il fatto di avvicinarvi ad un cane provochi un vero e proprio terrore. Naturalmente potete non farlo, ma se volete provarci  ecco alcuni consigli che vi potranno aiutare

 

1 Non correre

Se la prima reazione che si ha quando si incontra un cane è correre: è meglio evitare. Il cane potrebbe interpretare il gesto come voglia di giocare. Meglio voltare la faccia e andare via nella direzione opposta senza correre e mantenendo la calma

2. Non invadere il territorio del cane

Non bisogna invadere lo spazio vitale del cane, il 95% dei morsi avvengono proprio in questi casi

3. Interpreta il suo linguaggio del corpo

Se il cane è interessato a te, si muoverà e sbatterà le palpebre lentamente. Il cane può capire se si è preoccupati. In tal caso ansimerà pesantemente e sgranerà gli occhi: è meglio stare lontani

4. Come interagire con un cane nel modo giusto

Se si vuole interagire è meglio chiamare il cane verso di sé. Prima ancora è necessario chiedere al padrone se è il caso. Se il cane non si avvicina è meglio evitare qualunque contatto

5. Come accarezzare un cane

È meglio iniziare a farlo dal petto, chiedendo sempre il permesso al padrone

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Anziani poveri e con cani in Veneto? ci pensa la regione

CONEGLIANO VENETO

Se, in una certa misura, la salute e il benessere delle persone possono essere avvantaggiate dalla vicinanza di un animale da compagnia, fare in modo che anche quest’ultimo viva nelle migliori condizioni possibili è un «buon investimento» per la collettività.

È per questo che la Regione Veneto, prima in Italia, entro il 2019 assicurerà una prima visita e la vaccinazione gratuite ai quattrozampe d’affezione di persone anziane e indigenti. Quelle, in pratica, che normalmente hanno più bisogno della loro vicinanza. Lo ha annunciato, a Conegliano, il presidente della Regione, Luca Zaia, sottoscrivendo la prima intesa in questo senso con l’azienda sanitaria Usl 2 relativamente, per ora, al solo distretto di Pieve di Soligo (Treviso). «Garantire le cure veterinarie – ha sottolineato Zaia – significa provvedere ad un’adeguata ‘pet therapy’ agli anziani cui questi animali appartengono. In Veneto cani e gatti da compagnia possono entrare in tutti i nostri ospedali e abbiamo una legge che permette la sepoltura dei piccoli animali nel giardino di casa. A quelli che di fronte a iniziative come questa sorridono ricordo che il livello di civiltà di una comunità si misura dall’attenzione che riserva agli animali».

Il progetto

L’iniziativa, i cui costi, nel distretto, saranno sostenuti dalla locale sezione Rotary, prevede che per coloro per cui sia stato preventivamente accertato lo stato d’indigenza dalle competenti amministrazioni comunali, possano essere erogate varie prestazioni, in una struttura privata convenzionata, tra cui la microchippatura del cane, interventi di sterilizzazione e altri interventi chirurgici ritenuti indispensabili. Il progetto avrà una durata triennale ma, dalla metà del prossimo anno, grazie ad una serie di accordi che stanno per essere definiti fra le Aziende sanitarie ed associazioni locali, non ci sarà distretto sanitario veneto privo di questo servizio. L’iniziativa, ha sottolineato il direttore generale della Usl 2 di Treviso, Francesco Benazzi, contribuisce anche a prevenire il randagismo. «L’importanza della presenza di un animale nella vita delle persone è scientificamente dimostrata. Il rapporto che si crea, specie nel caso di anziani soli, è di fatto una ‘pet therapy’ completa».

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Occorre proteggere i cani quando fa freddo

Tra i tanti proprietari di cani ci sono quelli che trattano le loro creature come se fossero umani, di fatto ignorandone le caratteristiche e le esigenze da animali, e quelli che orgogliosamente li trattano ‘da cani’, e di fatto ne ignorano e non rispettano le caratteristiche e le esigenze (tantissime) che hanno in comune con gli umani.

Una delle circostanze in cui i due diversi approcci si esprimono è il coprirli.

C’è chi veste i cani quando ci sono 20 gradi e chi, in nome del ‘i cani sono cani‘ li espone al gelo sempre e comunque come la mamma li ha creati.

La realtà è che per quanto riguarda la protezione dei cani dal freddo non ci devono essere assoluti nè posizioni ideologiche perchè i cani sono sensibili alle basse temperature e amarli e rispettarli vuol dire anche proteggerli quando è freddo.

Ecco alcuni punti da considerare:

#1. I cani sentono il freddo

Non tutti nello stesso modo, ma è un fatto della natura dei cani che, come gli umani, sono sensibili al freddo (come al caldo) e (ri)sentono dei cambi di temperatura. Questo vuol dire che ognuno secondo le sue esigenze deve essere protetto quando il clima si irrigidisce.

#2. Ad ognuno secondo le sue caratteristiche e le sue esigenze

Ogni cane è un individuo a sè con sue esigenze specifiche e l’unicità vale anche per il rapporto con il freddo. Detto questo, alcuni cani sono più vulnerabili di altri al freddo e devono essere adeguatamente protetti. Tra questi, i cani a pelo corto, i cani di taglia piccola, i cani con patologie, i cuccioli e i cani anziani .

#3. Adattare le uscite

Quando le temperature sono basse le uscite di tutti i cani devono essere adattate alle condizioni atmosferiche e alle esigenze specifiche di ognuno. Per i cuccioli, gli anziani, i malati, può voler dire uscire poco e brevemente, per gli altri può voler dire cambiare il tipo di uscita – ad esempio, una sessione di gioco con la palla può non essere la migliore delle idee nelle basse temperature mentre una passeggiata, magari coperto, permette al cane di soddisfare le sue esigenze fisiche e mentali in sicurezza.

#4. Ascoltare il cane

I cani, chi in modo più manifesto chi in maniera più sottile, esprimono come si sentono. Osservare i segnali che mandano aiuta a stabilire come gestirli quando è freddo. Se il cane appare ansioso, trema, piange, si ferma, cerca qualcosa con lo sguardo, appare debole, segnala che non ne può più del freddo e deve essere prontamente portato al riparo.

#5. Attenzione ai polpastrelli

Ghiaccio, sale, prodotti chimici antighiaccio sono un pericolo per i polpastrelli dei cani. Prima di uscire quindi è buona norma proteggerli (in commercio esistono tanti prodotti ad hoc per la neve e il ghiaccio). Tornati a casa, i polpastrelli devono essere puliti con una pezzuola umida per rimuovere eventuali residui di neve, ghiaccio e/o prodotti chimici e asciugati accuratamente. In caso di ferite, rivolgersi prontamente al veterinario.

#6. Attenzione all’assideramento

Quando è freddo, le estremità dei cani – zampe, coda, orecchie, testicoli (particolarmente per i cani a pelo corto) – sono a rischio assideramento che oltre ad essere pericoloso è anche subdolo perchè gli effetti sui tessuti non si notano immediatamente. Tornando quindi al punto iniziale, quando le temperature si abbassano bisogna considerare le esigenze del cane e per i più a rischio la protezione è un must.

#7. Rischio ipotermia

Anche i cani, come gli umani, se esposti a lungo a temperature molto basse corrono il rischio di ipotermia. Tra i sintomi ci sono tremori, letargia, irrigidimento muscolare, rallenamento del battito cardiaco e della respirazione. Se il cane manifesta sintomi compatibili con l’ipotermia, rivolgersi immediatamente al veterinario.

#8. L’escursione termica tra interno ed esterno

Le case riscaldate per i cani vogliono dire vivere in una primavera, se non addirittura una estate, costante e vogliono dire anche che i pelosi non hanno modo di adattarsi all’abbassamento delle temperature esterne moivo per cui anche chi sarebbe attrezzato per il freddo può avere bisogno di essere protetto.

#9. I cani prendono le infreddature e soffrono l’umidità

Come gli umani, anche i cani possono prendere le infreddature. Tra i sintomi, ci sono febbre, tremori, rifiuto del cibo, letargia, diarrea, vomito, occhi che sbattono. Legato al punto , tra le cause delle infreddature ci sono gli sbalzi di temperatura tra interno caldo ed esterno freddo. Le infreddature richiedono l’intervento del veterinario. Non lasciare mai il cane bagnato o umido, men che mai quando è freddo.

#10. Lasciarli liberi di scegliere il posto che preferiscono in casa

Anche in base al clima e alle loro esigenze di calore, i cani possono preferire riposare in un posto piuttosto che in un altro in casa. E’ giusto assecondare la loro esigenza e lasciare che stiano dove sono più comodi. Per alcuni, l’inverno è la stagione preferita per tenersi caldi accoccolandosi sul letto con i loro umani 🙂

#11.  Non lasciarli all’esterno

Posto che ci sono cani naturalmente attrezzati per il freddo – mastino tibetano, malamute dell’Alaska, Sberian husky per dirne alcuni – non costringere nessun cane all’esterno quando le temperature sono rigide.

L’ultima moda a New York : una gita nel bosco con il tuo cane

Si sa, tutto ciò che accade nella Grande Mela fa moda e la cosa rigurada anch i nostri amici pelosi. L’ultima, ma solo in ordine di tempo è quella di portare i pets oltre i confini dei grattacieli. Andrea Klein per “My Dog Hikes” si propone di “togliere il cemento del marciapiede da sotto le zampine”. Quest’iniziativa si propone di far dimenticare almeno per qualche giorno ai cani il caldo dell’asfalto della città e i caratteristici fumi che rendono pittoreschi i suoi marciapiedi. Gli abitanti di New York con i loro cani vengono portati in luoghi pittoreschi, da Bear Mountain nello Stato di New York ai parchi naturali del Maine e della California. “Siamo specializzati in addestramento a camminare senza guinzaglio e socializzazione. Scegliamo i cani in modo che stiano bene assieme”, spiega la Klein. “Le gite sono fuori dalla città, nei boschi dello Stato di New York, New Jersey, Connecticut e Pennsylvania a un’ ora di macchina da Manhattan. I cani tornano a casa stanchi ma felici”, promette il sito. La Klein, 33 anni e un passato a Wall Street, dota ogni cane di un “tracker” GPS per evitare il rischio di smarrimenti. Secondo gli addetti ai lavori le uscite in campagna hanno un profondo effetto sui Fido di città, poiché vivendo negli ambienti urbani non hanno modo di sfogare gli impulsi canini.

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I cani, questi sconosciuti

In molti pensano di conoscere i cani, ma in realtà non è proprio così. Tutti questi professoroni in realtà raccontano leggende, i  cani sono altra cosa.

Vediamo qualche esempio:

Il senso del tempo

Una idea diffusissima è che per i cani 5 minuti o 8 ore siano lo stesso. Non è così. I cani hanno senso del tempo, non sanno ovviamente l’ora ma sanno se è passato tanto o poco tempo e se fanno qualcosa di routine, ad esempio uscire o mangiare, sanno quando è il momento di prepararsi. Come si rendono conto del tempo? Da fattori esterni – la luce che cambia, i rumori, gli odori che cambiano con il passare delle ore, etc. – e da fattori interni – la fame, il bisogno di fare la pipì, la noia, etc. Non solo, è stato scoperto che quando i proprietari li lasciano da soli a casa, sanno se sono soli da tanto o poco tempo in base all’intensità dell’odore lasciato dagli umani, se sono usciti da poco è più forte, se sono via da tanto è più lieve. Si sa che l’olfatto dei cani è un vero prodigio sensoriale.

La dominanza

Tanti(ssimi) ‘spiegano’ ancora i comportamenti dei cani in termini di dominanza e invocano la sottomissione dei cani per contrastare il loro prevalere sugli umani. Una delle frasi preferite è ‘Devi fargli capire che sei il capobranco‘. La regola si applica a tutto, dalle passeggiate alla pappa. Alcuni esempi:

  • Il cane tira al guinzaglio? Vuole dominarti, devi strattonarlo e costringerlo ad andare al tuo passo facendogli capire che sei tu che comandi
  • ll cane sul letto? Assolutamente no, vuol dire lasciarti dominare e non devi permetterlo
  • Devi sempre entrare prima tu, dalle porte, in ascensore, etc., se entra prima lui/lei pensa di essere più importante di te
  • Quando far mangiare il cane? Solo dopo gli umani, se no pensa di essere lui il capobranco invece sei tu e devi farglielo capire.
  • Ringhia quando ti avvicini alla sua pappa? E’ dominate, devi togliergliela così capisce che sei tu che comandi

e via così con altre aberrazioni una peggiore dell’altra.

La realtà è che la dominanza come attributo della personalità nei cani non esiste. In altre parole, non esistono i cani dominanti. I cani non vogliono dominare nè gli umani nè il mondo. Non lo dicono i ‘gentilisti’, lo dice l’etologia dei cani. Non esiste la dominanza come attribuito della personalità, quello che esiste sono le risorse e il valore, relativo e fluttuante, che i cani attribuiscono alle risorse. Una cruciale implicazione della realtà etologica dei cani è che chi parla di dominanza e di sottomissione e usa i metodi coercitivi per ‘educare’ i cani lo fa violando la natura dei cani e non, come sostengono, perchè quella natura lo richiede.

Senso dell’umorismo

I cani ridono, sorridono e hanno senso dell’umorismo! Il sorriso si vede dal muso (come il cane nella foto ad esempio). Il riso è un po’ più difficile da riconoscere perchè è fatto dalla respirazione, nello specifico una espirazione ampia e più rapida del normale. E il senso dell’umorismo? I cani amano scherzare sia tra di loro sia con i loro umani. E anche i cani, come gli umani, sono tutti diversi, ci sono i più spiritosi e i meno 🙂

Le emozioni

  • Paura
  • Amore,
  • Attaccamento,
  • Stress,
  • Ansia,
  • Imbarazzo,
  • Incertezza,
  • Felicità,
  • Eccitazione,
  • Rabbia,
  • Gelosia,
  • Senso di sè,
  • Delusione/Aspettativa,
  • Felicità,
  • Dolore (non solo fisico),
  • Fiducia/Diffidenza,
  • Soddisfazione/Insoddisfazione,
  • Senso di sè,
  • Serenità,
  • Agitazione,
  • Insicurezza/sicurezza,
  • Lutto

Sono alcuni tra i tanti sentimenti, emozioni e stati d’animo che i cani provano, e che è importantissimo conoscere e rispettare.

Senso di colpa

Orecchie basse, coda nascosta, passo strusciante, sguardo tapinissimo. L’umano guarda il suo cane, lo vede sentirsi in colpa, la rabbia sbolle e invece di sgridarlo lo riempie di baci. Magari non va sempre così e non proprio per tutti i proprietari, ma certamente spesso e per tanti.

Solo che…

Solo che tra i tanti sentimenti ed emozioni che provano i cani sembra proprio che il senso di colpa non ci sia. E gli occhioni, la coda, le orecchie e lo sguardo da misero? Sono una comunicazione ma non di colpa.

Il fatto è questo, i cani sono straordinariamente sensibili allo sguardo, alla postura, alla voce, alle espressioni, al tono degli umani (anche ai più piccoli dettagli, anche quelli di cui gli umani non sono consapevoli) e il comportamento da colpevole è in realtà una reazione a quello che percepiscono essere lo stato d’animo degli umani (qualcosa del tipo ‘ti sento arrabbiata, mi preoccupo, mostro che sono piccolo così magari non te la prendi con me‘).

Stare da soli è innaturale

I cani sono animali sociali per cui il ‘noi’ conta più dell”io’. Ne deriva che per i cani la solitudine non è naturale.

Cosa vuol dire? Vuol dire che i cani da soli soffrono e che lasciarli da soli per ore e ore, abitudine che hanno purtroppo tantissimi proprietari, è una forma di maltrattamento. Non c’è Si deve abituare che tenga.

Che per i cani la solitudine sia sofferenza è un dato di fatto legato alla loro natura. Non solo, per i cani essere soli è come vivere senza vivere – l’equivalente di un umano chiuso in una casa senza giochi, senza telefono, senza televisione, senza radio, senza libri, senza riviste, etc. – e per creature che hanno bisogno di tanti stimoli sia del fisico sia delle mente, stare soli per ore e ore è devastante. Detto questo, i cani devono saper stare da soli serenamente. E’ una competenza che devono avere, necessaria per la convivenza. Gli umani devono ‘semplicemente’ essere consapevoli di cosa vuol dire la solitudine per i loro quadrupedi, non abusare della loro capacità e non lasciarli soli a lungo.

 I cani sognano

 

E’ scientificamente provato che i cani sognano. Sognano situazioni che hanno vissuto ‘spacchettate’ come se fossero spezzoni di un film e le rivivono per capire come avrebbero potuto gestirle diversamente. E’ stato scoperto anche che le esperienze influenzano il sonno dei cani. Dopo esperienze negative dormono di più, sognano (con i sogni che hanno quella funzione educativa vista all’inizio) e la qualità del sonno è peggiore.

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Sistemi coercitivi per educare i cittadini? In Cina si, anche per i cani

Il cane, si sa, è il migliore amico dell’uomo ma, anche questo non è un segreto, è una grossa responsabilità. Il rapporto tra un cane e il suo padrone è molto più reciproco di quanto chi non possiede un animale domestico possa immaginare.

È un perpetuo educarsi a vicenda sull’essere un buon cane, quindi educato, non violento, è chiaro, opportuno nelle manifestazioni di gioia e obbediente ai rimproveri del padrone, che dal canto suo deve riuscire a condividere la propria gioia nel prendersi cura di un animale con il resto del mondo; un mondo pieno di regole da rispettare.

Per questo, come spiegato in un articolo di Quartz, a Jinan, una città della provincia cinese di Shandong, si sono inventati una patente a punti per padroni di cani; un metodo coercitivo per costringere i padroni a rispettare le regole. Non è un’idea nuova, in realtà in Cina già da tempo si sta sperimentando un sistema di gestione del cittadino comportamento/premio/punizione. Nel 2014 il governo cinese non ha permesso l’utilizzo di aerei a più di 11 milioni di persone che avevano problemi con il credito sociale (il cosiddetto Sesame Credit) e a 4 milioni di cittadini inadempienti è stato vietato l’utilizzo del treno.

Una cosa simile ha fatto il governo di Shangai con il problema rifiuti: se non sei in regola con comportamenti e pagamenti riguardo la tua immondizia è molto complesso che tu riesca ad ottenere un prestito in banca, giusto per fare un esempio. Il Sesame Credit inventato dal governo cinese all’inizio giusto per tenere sotto controllo e misurare la fedeltà al partito degli iscritti, insomma non è altro che un sistema sviluppato in accordo con i colossi dell’e-commerce Alibaba e Tencent, per monitorare la vita dei cittadini, darne un voto e premiarli o punirli di conseguenza. Inutile dire che sulla questione morale che ne deriva sono in tanti a discutere, compresa, per chi volesse approfondire, l’American Civil Liberties Union.

Da oggi, anche la gestione del proprio animale domestico rientrerà in questa rigorosa tabella. Un decalogo che potrà influire pesantemente sulla vita del padrone e che fa vagamente impressione leggere. A partire dalla regola numero 1:

  • Gli individui (i padroni) e le unità (i cani immaginiamo) devono tenersi aggiornati sui “Regolamenti sulla gestione dell’allevamento di cani nella città di Jinan” per garantire che i cani siano allevati secondo la legge, la civiltà e la scienza.

E poi ancora:

  • I proprietari sono tenuti a portare una licenza di cane ogni volta che i loro cani sono in pubblico.
  • I cani dovrebbero stare al guinzaglio e sotto il controllo di persone che hanno più di 18 anni. La lunghezza del guinzaglio non può superare 1,5 metri.
  • I proprietari devono portare gli articoli per ripulire i rifiuti dei cani in modo tempestivo.
  • I cani non sono ammessi negli edifici governativi, nei trasporti pubblici, nelle scuole, negli ospedali, negli asili, nei parchi, nelle piazze pubbliche, nelle palestre, negli alberghi, nei ristoranti, nei mercati e nei centri commerciali.

Insomma, nessuna regola straordinaria e tra l’altro i risultati si sono immediatamente fatti sentire, come scrive Quartz “La polizia locale, che utilizza un’app per recuperare i file dei cani, ha finora penalizzato 1.430 proprietari di animali domestici, tra i quali 122 avevano perso tutti i punti all’inizio di agosto. Tuttavia, il numero di denunce con il coinvolgimento di cani randagi è diminuito del 43% nel 2017 rispetto all’anno precedente, e c’è stata anche una riduzione del 65% dei disturbi e degli attacchi legati ai cani segnalati nello stesso periodo”.

Ecco, andiamo alle note dolenti: i punti. La “licenza di cane” ne prevede 12, se ne possono perdere 3, per esempio, se si va in giro con un cane senza guinzaglio, 6 se si è recidivi; e se non si rinnova annualmente, come previsto dalla legge, la suddetta licenza si perdono tutti i punti in possesso, per recuperarli e potersi riappropriare del proprio animale (che nel frattempo lo stato ti ha letteralmente confiscato) bisogna sostenere un esame a risposta multipla. La domanda a questo punto sorge spontanea ed è la stessa che si è posta l’ACLU: quanto è funzionale, eticamente corretto più che altro, costringere con questi metodi il cittadino a rispettare regole (anche giuste) non stimolando il senso civico ma con regolamenti così ferrei?

La risposta sembra scontata, magari lo è ancora di più per chi non possiede un cane, e ancora di più per quella sparuta minoranza che i cani proprio non li sopporta, ma la riflessione deve necessariamente andare oltre la questione dei cani e portarci ad immaginare una vita in cui tutto ciò che facciamo, dai nostri acquisti online alle nostre opinioni politiche (nostre e, pensate, anche di tutti i nostri social-amici) fino, si, al rapporto con i nostri amici a quattro zampe, sia giudicato e influisca sulle nostre vite. L’impressione è che sia proprio il governo cinese a tenere il guinzaglio troppo corto sulla vita del proprio popolo.

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Pocho, il temutissimo cane antidroga

Come ha fatto Pocho, il jack russel dell’unità antidroga della Questura di Napoli, a diventare un super cane poliziotto, temuto dai pusher di Scampia, Ponticelli e della movida del Golfo, tanto che la camorra ha messo una taglia sulla sua testa? Pocho e i suoi colleghi vengono chiamati a indossare la divisa solo dopo test e prove attitudinali e vengono addestrati alla ricerca di sostanze stupefacenti come se fosse un gioco. Il carattere dell’animale e l’affiatamento con il suo conduttore fanno il resto e spingono al successo nelle operazioni di polizia. Metodi e tecniche sono state spiegate online da Laura Giacobelli del Centro allevamento e addestramento cani della polizia di Nettuno.

Da dove arriva un cane antidroga?I cani arruolati nella polizia arrivano da allevamenti nazionali ed europei (Paesi Bassi, Europa centro-orientale) e hanno un’età compresa tra i 12 e i 30 mesi. Buoni risultati si stanno ottenendo anche da meticci arrivati da canili pubblici. Come i “colleghi” uomini, – si legge sul sito della polizia di Stato – gli animali “devono superare accurate visite mediche e prove psico-attitudinali; vengono sottoposti a esami clinici, a radiografie e a una serie di test per verificare se abbiano i requisiti psico-fisici e caratteriali necessari per svolgere le mansioni cui saranno destinati”.

I protocolli vengono utilizzati dalle polizie di tutto il mondo. Superata la prima selezione, dopo un periodo di osservazione sanitaria, i candidati prescelti vengono affidati a un istruttore del Centro cinofilo della polizia di Stato, “che ne valuta ulteriormente le attitudini e gli aspetti caratteriali affinché siano compatibili con quelli dell’allievo conduttore, al quale l’animale verrà successivamente assegnato per la frequenza del corso di qualificazione. Verificata ‘l’affinità di coppia’, il cane ed il conduttore, al termine corso, formeranno l’unità cinofila e cominceranno la loro attività di servizio. Un’apposita commissione analizzerà e deciderà quando sarà il momento di andare in ‘pensione'”.

L’addestramento come un gioco, sfruttando gli istinti naturaliCome i suoi colleghi dell’antiesplosivo e del soccorso, anche il cane del servizio antidroga è per sua natura giocherellone, “ma deve avere un atteggiamento possessivo per conquistare la pallina o il fantoccio con il quale gioca”, precisa sul sito della polizia di Stato Laura Giacobelli, responsabile del Centro allevamento e addestramento cani della polizia di Nettuno.

Alla base del loro addestramento c’è il gioco e l’odore viene associato al divertimento. “A differenza del cane antiesplosivo che si siede quando fiuta qualche ordigno – sottolineano gli agenti addestratori – il cane antidroga, in presenza di sostanze stupefacenti, scava animosamente fino a scovarle, anche se sono nascoste nei posti più impensati, come serbatoi di benzina o assi di trasmissione dei tir, carrozzeria e i sedili delle autovetture o i mobili”.

“La salute del cane è una priorità”L’imprinting è lo stesso dell’addestramento antiesplosivo e le sostanze stupefacenti usate per abituare il cane sono cinque: all’inizio hashish e marijuana, successivamente anche ecstasy, eroina e cocaina. La droga utilizzata in minimi quantitativi, viene chiusa in un sacchetto di tela fitta e poi inserita in una pallina o in un altro gioco per il cane.

“La conquista della pallina ad ogni costo è per il cane un gioco, ma è anche il modo per rendere felice il suo conduttore. Nessun cane sniffa o mangia queste sostanze“, ci tiene a precisare Giacobelli: “I cani si ammalerebbero e non possiamo permetterci di perdere la nostra linfa vitale. La salute del cane rimane sempre la priorità“.

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