I compagni di lavoro non si toccano

Uomo rimprovera un cane da slitta, i compagni si fermano e scioperano. Gli animali hanno inaspettatamente reagito adagiandosi al suolo durante una gara in segno di protesta e di sfida nei confronti del conducente.

Ogni anno, a marzo, in Alaska si svolge la Iditarod Trail Sled Dog Race, la famosa corsa con i cani da slitta, una gara che quest’anno è finita sotto i riflettori per un episodio davvero singolare che si è verificato proprio sulla pista situata nel bel mezzo della foresta: un’intera squadra di cani si è fermata, adagiandosi al suolo, in segno di protesta e di sfida verso il loro ‘musher’, ossia il conducente, colpevole di aver rimproverato uno di loro in malo modo.

cani hanno dunque reagito al rimprovero dell’uomo nei confronti di un membro del branco con una specie di sciopero, visto che la squadra non si è più mossa da terra per un bel po’, rifiutandosi di correre e permettendo così agli avversari di riguadagnare terreno e di superarli. L’incidente è stato raccontato dallo stesso musher della muta di cani, il francese Nicolas Petit che, dopo aver rimproverato con un tono di voce forse un po’ troppo deciso uno degli esemplari, Joey, è rimasto letteralmente a bocca aperta di fronte al gesto di solidarietà degli altri cani nei confronti del loro compagno. “Sì, gli ho urlato perché aveva litigato con un cane più giovane di lui durante una pausa – ha spiegato il conducente, come riportato dal Corriere – l’ho ripreso e tutti gli altri hanno sentito le mie urla”. Di fronte a questa scena, i cani hanno reagito con un vero e proprio ammutinamento.

A quel punto Petit non ha potuto fare altro che accamparsi e aspettare che ai cani tornasse la voglia di correre, mentre intanto vedeva sfilare davanti a lui sulla pista alcuni musher che stavano recuperando il vantaggio di 5 ore che lui aveva accumulato fino a quel momento. L’uomo ha assicurato che i suoi cani godono di ottima salute e che sono ben nutriti, dunque non avrebbero motivo di rifiutarsi di correre: “È solo una questione di testa – ha spiegato – vedremo se una di queste squadre di cani in arrivo li sveglierà”.

Secondo la People for the Ethical Treatment of Animals (Peta), però, le cose non starebbero così: “La malattia, l’infortunio o la stanchezza probabilmente hanno spinto Nicolas Petit a eliminare quattro cani dalla sua squadra, costringendo i restanti dieci a lavorare più duramente prima di fermarsi. Altro che problema di testa – ha dichiarato il vicepresidente dell’associazione, Tracy Reiman – Non sono i cani a dover essere esaminati ma chiunque sostenga questa corsa spietata”. Secondo quanto riportato da alcuni funzionari della celebre gara, Petit in seguito si sarebbe ritirato dalla competizione.

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