Nuova Zelanda : Strage dei cani da corsa

In Nuova Zelanda, sono stati sottoposti a eutanasia 353 cani di razza Greyhound, impiegati nelle corse al cinodromo. «Abbiamo provato a tenere i numeri al minimo assoluto», è stata l’unica risposta data dal Greyhound Racing New Zeland. La società che gestisce questo sport ha pubblicato i dati come parte dell’implementazione delle raccomandazioni dell’Hansen Report, un’indagine del giudice Rodney Hansen sul benessere di questi quattrozampe. L’anno scorso, Hansen aveva scoperto che erano stati soppressi ben 1447 cani in quattro anni, anche se sospettava che i numeri fossero più alti perché spesso gli allenatori non segnalano la morte dei loro animali.

I numeri hanno suscitato l’indignazione degli attivisti per i diritti degli animali, anche perché risulta che le 353 morti dell’anno scorso siano state giustificate non con malattie dei cani ma con l’impossibilità di collocarli in famiglia e con ferite causate dalle corse. «Queste morti sono inaccettabili, bisogna smetterla con la crudeltà delle corse tra cani – ha scritto la Safe for Animals -. La Nuova Zelanda è un paese che ama gli animali, ma operiamo in un’industria che uccide quasi un cane al giorno per divertimento o per scommessa, è una macchia nera nella nostra reputazione”.

La direttrice della Safe, Marianne McDonald, ha chiamato in causa il Governo, perché adotti misure in difesa dei cani: «L’industria delle corse scommette letteralmente sulla vita dei cani, questa crudeltà è già stata bandita in Australia e in Florida».

Il ministro competente, Winston Peters, non era rimasto indifferente quando il rapporto è stato pubblicato l’anno scorso: «Il benessere dei cani dovrebbe essere un parametro, ma il Hansen report ha mostrato i numeri delle eutanasie e i numeri bassi di cani ricollocati. E’ semplicemente inaccettabile».

Quanto agli altri dati, nel rapporto pubblicato questa settimana e commissionato dal New Zeland Racing Board, si legge che 1447 cani sono stati soppressi tra il 2013 e il 2017, mentre 1271 cani sono ad oggi invisibili, spariti. Per l’80 per cento si tratta di animali ancora di proprietà di qualcuno, «che sono stati registrati con il microchip da cuccioli ma che non avevano iniziato a correre nel momento in cui il rapporto Hansen è stato realizzato».

a quando il rapporto Hansen è stato pubblicato, la GRNZ ha iniziato ad aumentare il numero di greyhound ricollocati in famiglie trovando casa per 517 cani, con un incremento del 25 per cento rispetto all’anno precedente. Ha anche reso più rigidi i processi per la soppressione e per la deregistrazione dei cani. «Il lavoro iniziato quest’anno punta ad allungare le carriere nelle corse, a aumentare la sicurezza delle piste e ad accrescere le opportunità di collocamento dei cani anziani. Avrà risultati ancora migliori negli anni a venire», si legge nel comunicato della società.

Per gli amanti degli animali, però, 353 cani uccisi in un anno rimane un dato inaccettabile, soprattutto se le morti sono conseguenza di uno “sport” d’intrattenimento per l’uomo.

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