I compagni di lavoro non si toccano

Uomo rimprovera un cane da slitta, i compagni si fermano e scioperano. Gli animali hanno inaspettatamente reagito adagiandosi al suolo durante una gara in segno di protesta e di sfida nei confronti del conducente.

Ogni anno, a marzo, in Alaska si svolge la Iditarod Trail Sled Dog Race, la famosa corsa con i cani da slitta, una gara che quest’anno è finita sotto i riflettori per un episodio davvero singolare che si è verificato proprio sulla pista situata nel bel mezzo della foresta: un’intera squadra di cani si è fermata, adagiandosi al suolo, in segno di protesta e di sfida verso il loro ‘musher’, ossia il conducente, colpevole di aver rimproverato uno di loro in malo modo.

cani hanno dunque reagito al rimprovero dell’uomo nei confronti di un membro del branco con una specie di sciopero, visto che la squadra non si è più mossa da terra per un bel po’, rifiutandosi di correre e permettendo così agli avversari di riguadagnare terreno e di superarli. L’incidente è stato raccontato dallo stesso musher della muta di cani, il francese Nicolas Petit che, dopo aver rimproverato con un tono di voce forse un po’ troppo deciso uno degli esemplari, Joey, è rimasto letteralmente a bocca aperta di fronte al gesto di solidarietà degli altri cani nei confronti del loro compagno. “Sì, gli ho urlato perché aveva litigato con un cane più giovane di lui durante una pausa – ha spiegato il conducente, come riportato dal Corriere – l’ho ripreso e tutti gli altri hanno sentito le mie urla”. Di fronte a questa scena, i cani hanno reagito con un vero e proprio ammutinamento.

A quel punto Petit non ha potuto fare altro che accamparsi e aspettare che ai cani tornasse la voglia di correre, mentre intanto vedeva sfilare davanti a lui sulla pista alcuni musher che stavano recuperando il vantaggio di 5 ore che lui aveva accumulato fino a quel momento. L’uomo ha assicurato che i suoi cani godono di ottima salute e che sono ben nutriti, dunque non avrebbero motivo di rifiutarsi di correre: “È solo una questione di testa – ha spiegato – vedremo se una di queste squadre di cani in arrivo li sveglierà”.

Secondo la People for the Ethical Treatment of Animals (Peta), però, le cose non starebbero così: “La malattia, l’infortunio o la stanchezza probabilmente hanno spinto Nicolas Petit a eliminare quattro cani dalla sua squadra, costringendo i restanti dieci a lavorare più duramente prima di fermarsi. Altro che problema di testa – ha dichiarato il vicepresidente dell’associazione, Tracy Reiman – Non sono i cani a dover essere esaminati ma chiunque sostenga questa corsa spietata”. Secondo quanto riportato da alcuni funzionari della celebre gara, Petit in seguito si sarebbe ritirato dalla competizione.

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Asilo per cani in Brianza: cuccioli sui banchi di scuola e si beccano anche le note

In Brianza, a Seregno, esiste un asilo per cani, il “Dog is Good”. Qui i cani vengono trattati come bambini e se si comportano male ricevano perfino una nota sul registro.

In Brianza, a Seregno, esiste un asilo per cani, il “Dog is Good“. Qui i cani vengono trattati come bambini e se si comportano male ricevano perfino una nota sul registro. “Freya si è rubata la lasagna dal piatto dell’insegnante e l’ha ingoiata tutta intera. A “Dog is Good” si organizzano anche gite scolastiche a quattro zampe, pagelle canine, riposini pomeridiani, festicciole e lavoretti di classe.

L’asilo per cani

Funziona proprio come un asilo vero e proprio. La campanella suona alle 7.30 e le porte restano aperte quasi fino a sera. Un tempo pieno può costare fino a 360 euro al mese. Alcuni, tuttavia, preferiscono lasciare i loro migliori amici animali solo per qualche ora.

L’idea

L’idea di questo centro canino, innalzato nei pressi di un parco, l’ha avuta una 32enne. Da sempre appassionata di animali e stufa di lavorare nel marketing, la donna ha preso il diploma di educatrice cinofila. Federica Villa ha già accolto nel suo centro ben 285 cani da quattro anni a questa parte.

“Li ho sempre amati – dichiara Federica – ma ho potuto adottare un cucciolo in un canile solo quando sono andata a vivere da sola. Oggi con me c’è Gaia, una cockerina che chiamiamo ‘la preside’ e Mirtilla, una basset hound che è la sua vice”.

La trovata di costituire “asili per cani” è nata in Germania. Adesso sta sempre più prendendo piede anche da noi.

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Iran, vietato portare a passeggio i cani, bestie immonde

La polizia di Teheran minaccia di sequestrare gli animali ai proprietari. Illegale anche trasportarli in auto. “Non ci sarà tolleranza”

Teheran, 31 gennaio 2019. Vita da cani. Soprattutto in Iran. La repubblica degli Ayatollah continua la sua guerra ai migliori amici dell’uomo, considerati il nemico pubblico numero uno dopo gli Stati Uniti. Teheran la scorsa settimana ha infatti deciso che camminare per le strade della capitale con Fido al guinzaglio o trasportarlo in auto è ufficialmente illegale. Il capo della polizia è draconiano: “Abbiamo ricevuto il permesso dalla Procrua e – spiega Hossein Rahimi alla Bbc – prenderemo tutte le misure necessarie contro chi porta questi animali a passeggio negli spazi pubblici. Non ci sarà tolleranza, queste bestie causano paura e ansia”.

Questo giro di vite è solo l’ultimo nei confronti dei cani, che secondo una rigida interpretazione dell’Islam sono da considerare “impuri”. Nel 2010 il ministero della Cultura bandì qualsiasi pubblicità sui media che riguardasse cibo per Fido e soci. Nel 2014 ci fu una proposta di legge per punire con 74 frustate chiunque portasse a passeggio i pelosi nemici della religione. Il pugno di ferro contro i quattro zampe ha scatenato l’ira del web: “La prossima volta ci costringerete a tornare a usare i cammelli?”, ha scritto un utente di Twitter. Il fuoco della resistenza, per quanto riguarda gli animali domestici, minaccia di ardere a lungo. “Ma la polizia – sbotta Behnam Hedayat con l’inviato del Los Angeles Times – non ha niente di meglio da fare? Ladri e scippatori agiscono impuniti, perché non li fermano? Se qualcuno proverà a sequestrare il mio cane, sono pronto a combattere”.

In molti restano scettici sull’applicabilità delle nuove misure. “Possedere un cane – spiega lo speaker radiofonico Nezakat Alouloj – sta diventando sempre più popolare”. Si stima che i cani a Teheran siano circa 350mila e i proprietari, quindi, pochi di meno. “Le autorità saranno costrette a chiudere un occhio, nonostante gli annunci. Per molte persone questi animali sono dei compagni di vita”.

Nuova Zelanda : Strage dei cani da corsa

In Nuova Zelanda, sono stati sottoposti a eutanasia 353 cani di razza Greyhound, impiegati nelle corse al cinodromo. «Abbiamo provato a tenere i numeri al minimo assoluto», è stata l’unica risposta data dal Greyhound Racing New Zeland. La società che gestisce questo sport ha pubblicato i dati come parte dell’implementazione delle raccomandazioni dell’Hansen Report, un’indagine del giudice Rodney Hansen sul benessere di questi quattrozampe. L’anno scorso, Hansen aveva scoperto che erano stati soppressi ben 1447 cani in quattro anni, anche se sospettava che i numeri fossero più alti perché spesso gli allenatori non segnalano la morte dei loro animali.

I numeri hanno suscitato l’indignazione degli attivisti per i diritti degli animali, anche perché risulta che le 353 morti dell’anno scorso siano state giustificate non con malattie dei cani ma con l’impossibilità di collocarli in famiglia e con ferite causate dalle corse. «Queste morti sono inaccettabili, bisogna smetterla con la crudeltà delle corse tra cani – ha scritto la Safe for Animals -. La Nuova Zelanda è un paese che ama gli animali, ma operiamo in un’industria che uccide quasi un cane al giorno per divertimento o per scommessa, è una macchia nera nella nostra reputazione”.

La direttrice della Safe, Marianne McDonald, ha chiamato in causa il Governo, perché adotti misure in difesa dei cani: «L’industria delle corse scommette letteralmente sulla vita dei cani, questa crudeltà è già stata bandita in Australia e in Florida».

Il ministro competente, Winston Peters, non era rimasto indifferente quando il rapporto è stato pubblicato l’anno scorso: «Il benessere dei cani dovrebbe essere un parametro, ma il Hansen report ha mostrato i numeri delle eutanasie e i numeri bassi di cani ricollocati. E’ semplicemente inaccettabile».

Quanto agli altri dati, nel rapporto pubblicato questa settimana e commissionato dal New Zeland Racing Board, si legge che 1447 cani sono stati soppressi tra il 2013 e il 2017, mentre 1271 cani sono ad oggi invisibili, spariti. Per l’80 per cento si tratta di animali ancora di proprietà di qualcuno, «che sono stati registrati con il microchip da cuccioli ma che non avevano iniziato a correre nel momento in cui il rapporto Hansen è stato realizzato».

a quando il rapporto Hansen è stato pubblicato, la GRNZ ha iniziato ad aumentare il numero di greyhound ricollocati in famiglie trovando casa per 517 cani, con un incremento del 25 per cento rispetto all’anno precedente. Ha anche reso più rigidi i processi per la soppressione e per la deregistrazione dei cani. «Il lavoro iniziato quest’anno punta ad allungare le carriere nelle corse, a aumentare la sicurezza delle piste e ad accrescere le opportunità di collocamento dei cani anziani. Avrà risultati ancora migliori negli anni a venire», si legge nel comunicato della società.

Per gli amanti degli animali, però, 353 cani uccisi in un anno rimane un dato inaccettabile, soprattutto se le morti sono conseguenza di uno “sport” d’intrattenimento per l’uomo.

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Quattro cani aspettano il padrone in ospedale: noi non ci muoviamo di qui

Una vita passata per la strada, tra stenti e freddo. E’ la vita di César, un senzatetto di Rio do Sul, un comune del Brasile nello Stato di Santa Catarina. César vive solo, ha pochi amici tra gli altri disperati della strada, e a fargli compagnia sono i suoi cani. L’altro giorno, però, l’uomo è stato ricoverato in ospedale e qui è successo qualcosa di incredibile.

César ha dovuto passare la notte in ospedale, la vita di strada ancora una volta gli serviva il conto, e ha dovuto lasciare i suoi quattro amici da soli. E i cani? Sono apparsi all’ingresso dell’ospedale, uno a fianco all’altro, lo sguardo fisso verso l’interno, dove c’era il loro amico. E per ore, senza dare fastidio a nessuno, hanno atteso che César tornasse.

Una scena surreale che non ha lasciato indifferenti gli altri pazienti dell’ospedale, i medici e gli infermieri. E proprio una di loro, Cris Mamprim, ha immortalato i quattro cani che aspettavano pazientemente, condividendo poi la foto su Facebook. “Con tanta gente malvagia in giro, oggi mi sono imbattuta in questa scena. Nell’ospedale in cui lavoro, alle 3 del mattino, mentre il loro César (un senzatetto) veniva ricoverato, i suoi amici lo aspettavano alla porta. Una persona semplice, che si affida dall’aiuto degli altri per vincere la fame, il freddo, i dolori, le cattiverie del mondo, ha al suo fianco i migliori compagni, e lo scambio è reciproco. Scambio d’amore, affetto, calore, comprensione” ha scritto l’infermiera.

“E’ proprio César a confessarci che si toglie il pane dalla bocca per nutrirli. Non so come sia la sua vita, il perché è per strada, e non voglio nemmeno saperlo e giudicare, ma ammiro il rispetto e l’amore che ha per i suoi amici cuccioli un tempo abbandonati”continua Cris, rimasta colpita da questo amore incondizionato nato per le strade di Rio do Sul.

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Cani e gatti non sono regali natalizi

Una camminata insieme per far capire che i cani non sono regali di natale.

stracanina Allacciati i guinzagli, è partita puntuale domenica alle 11 da piazza Martiri, la decima edizione della “Stracanina Novarese” organizzata dalla sezione di Novara della Lida (Lega Italiana dei Diritti dell’Animale). La passeggiata a sei zampe non competitiva ha visto la partecipazione di una settantina di cani, di ogni razza e taglia, accompagnati dai loro padroni e dalle loro famiglie: un corteo colorato di rosso grazie alla bandane natalizie omaggiate a tutti i pelosi partecipanti.  Al taglio del nastro, tra gli altri, la presidente Lida Novara Maria Cristina Mera, educatore cinofilo Apnec (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili) e coadiutore del cane negli Iaa (Interventi assistiti con gli animali, meglio noti come pet therapy), affiancata dal medico veterinario di Lida Elena Gaboli, anche lei educatore cinofilo Apne e coadiutore del cane negli Iaa. A rappresentare i partner dell’evento c’erano anche il referente tecnico del canile sanitario cittadino Roberta Ferrario; la dirigente dei servizi Ambiente del Comune di Novara Cristina Renne; il consigliere comunale e consigliere provinciale al Turismo e Marketing territoriale Ivan De Grandis; il direttore del “Corriere di Novara” Sandro Devecchi; Diego Sacco della D+ Intermediazioni assicurative.

Simpatiche zampette a passeggio

Il percorso ad anello ha attraversato i quattro baluardi cittadini ed è stato seguito dalla Novara Assistenza oltre che dai volontari Lida. «Siamo molto soddisfatti della partecipazione – dice Marinella Mingozzi a nome di tutti i volontari Lida -. Siamo alla decima edizione di un evento esclusivo targato Lida che torna per questo dicembre dopo una breve pausa iniziata nel 2016. Novara si conferma una città che ama gli amici a quattro zampe, cani e gatti. Un amore che quest’anno si è concretizzato anche nel brand “Simpatiche Zampette”, una partnership di successo che porteremo avanti nel tempo».

«Indispensabile la copertura sanitaria per gli animali»

Non solo divertimento all’aria aperta e foto ricordo pre natalizie “a sei zampe” ma anche temi importanti che stanno a cuore a Lida: «La partita della copertura sanitaria per gli animali, oggi indispensabile ma che dovrebbe essere concretizzata perché cani e gatti sono ormai a tutti gli effetti membri di famiglia – aggiungono Mera e Mingozzi -. In questo periodo di feste, inoltre, resta accorato l’appello a non considerare cani e gatti come regali di Natale. Adottare un animale da compagnia non è un capriccio del momento ma una scelta per tutta la vita. Il dato recente ci dice che nel canile sanitario di Novara ci sono attualmente molti cuccioli in attesa di una famiglia che li voglia adottare. Questo è proprio l’obiettivo di Lida: avere sempre meno animali in canile ma nelle famiglie. E’ meglio per i quattro zampe ma anche per il Comune che deve sostenere spese importanti con i soldi dei contribuenti per mantenere le bestiole in canile. Ringraziamo i partner privati che ci sostengono con le donazioni».

I proventi alle attività a favore degli amici pelosi

Lida infatti è una onlus che principalmente si autofinanzia: i proventi dell’iscrizione alla Stracanina saranno totalmente devoluti a Lida. Al termine della camminata, premi di partecipazione a tutti. Il Comune di Novara, in collaborazione con Assa, ha offerto kit igienici (sacchettini e contenitori) da passeggio per sensibilizzare sul tema delle deiezioni. Sempre dal Comune, in collaborazione con Novara Hub del Nord Ovest e Regione Piemonte, in distribuzione la brochure “Cani & gatti in famiglia e in città”, una guida alle buone pratiche di convivenza civile.
Hanno sostenuto la decima “Stracanina Novarese” di Lida, oltre al Corriere di Novara, Comune di Novara, Provincia di Novara, D+ Intermediazioni assicurative; Animal Mood natural pet shop, che punta sulla qualità e sull’origine bio di prodotti per animali; Novara Assistenza, LeNoire Pet Photography.
Arianna Martelli

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Anche cani e gatti hanno un avvocato : raccolti 25 Sos in pochi giorni

Avvocati friulani in difesa di animali e ambiente

Il vicino di casa pretende che ci sbarazziamo del nostro cane perché gli da fastidio? L’amministratore di condominio non vuole che ci occupiamo di sfamare i gatti randagi? Dobbiamo fare una denuncia per abbandono o maltrattamento di animali?

A rispondere c’è GAIA LEX, centro di azione giuridica per gli animali e l’ambiente creato dall’associazione Gaia Animali & Ambiente Onlus, che si occupa di intraprendere ogni iniziativa legale opportuna in favore degli animali e dell’ambiente.

GAIA LEX si avvale di un pool di giovani avvocati esperti di legislazione animale e da oggi parla anche friulano: grazie all’avvocato Alessandra Marchie all’avvocato Laura Trovò da oggi sono attivi due riferimenti a Pordenone e provincia ed a Udine e provincia.

Alessandra Marchi è da molti anni un punto di riferimento per le questioni, non solo legali, che riguardano la tutela degli animali in Friuli Venezia Giulia. Ha ni, non solo legali, che riguardano la tutela degli animali in Friuli Venezia Giulia. Ha portato avanti la battaglia contro l’attendamento di circhi con animali in città ma anche casi complessi di maltrattamenti. Lo stesso vale per Laura Trovò, avvocato e membro del direttivo e fondatrice dell’associazione Zampasuzampa che recupera, cura, rieduca e sterilizza gli animali abbandonati e maltrattati.

“GAIA LEX nasce per dare una risposta alla richiesta di assistenza legale da parte di cittadini e associazioni sulle tematiche ambientali e sulla difesa degli animali”, spiega il presidente nazionale di Gaia, Edgar Meyer. “I suoi scopi principali sono quelli di garantire ai cittadini consulenza, assistenza e supporto concreto in materia di tutela degli animali al fine di assicurare un intervento in difesa degli interessi lesi. Gli animali si difendono (anche) con avvocati preparati e motivati!” Gaia Lex risponde alla mail gaiaanimaliambiente@gmail.com.

GAIA LEX e Gaia Lex in Friuli Venezia Giulia si rivolgono anche alle istituzioni per instaurare una collaborazione volta alla produzione e alla applicazione delle norme necessarie a tutelare i diritti dell’ambiente e degli animali che promuovano la coscienza ambientalista e animalista al fine di pervenire a soluzioni per migliorare l’ambiente stesso.

“Anche in Friuli Venezia Giulia i diritti animali passano all’attacco! Il 2018 si annuncia come un anno di grandi novità”, concludono Meyer, Marchi e Trovò.

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Milano, il Parco Sempione è una minaccia per i cani a causa della droga

Certo non capita solo al Parco Sempione, a Milano pare essere la regola, ma in ogni modo, se portate il vostro cane al Parco non liberatelo dal guinzaglio, nei cespugli si trova di tutto, anche la droga.

Gli animali si infilano nei cespugli di parco Sempione, dove abitualmente gli spacciatori nascondono le dosi. Così la passeggiata finisce in ambulatorio: “I sintomi sono quelli dell’assunzione di stupefacenti”. E per i proprietari il danno è doppio: “È un problema risaputo ed è pure costoso, perché poi il veterinario bisogna pagarlo”. La polizia locale ammette il problema ma minimizza: “Pochi casi, succede solo ad animali con disturbi del comportamento. Il parco viene controllato ciclicamente”

Paco stava correndo libero nel parco, quando si è intrufolato in un cespuglio e ha mangiato qualcosa di strano. Poche ore dopo eravamo al pronto soccorso veterinario perché il cane era sotto effetto di droghe”. A raccontarlo è Manuela, padrona di un Golden retriever di 7 anni con cui va spesso a parco Sempione, in pieno centro a Milano. Qui gli spacciatori, per evitare di essere sorpresi in possesso di stupefacenti, nascondono la droga nei cespugli o sotto le zolle di terreno. Lo conferma la polizia localedel Comune, che solo due settimane fa ha sequestrato 382 grammi di hashish e 7,5 grammi di marijuana nel parco. Ma quando queste sostanze sono ingerite per errore da un cane, le conseguenze possono essere anche gravi. “Quando siamo tornati a casa Paco ha iniziato a barcollare, non si reggeva più sulle zampe. Aveva le pupille dilatate, proprio come succede agli esseri umani”, aggiunge Manuela. “

I veterinari: “Capita spesso, soprattutto d’estate”
Numeri o statistiche ufficiali sul fenomeno dei cani drogati non sono disponibili. Il motivo è semplice: non esiste una terapia specifica o un antidoto agli stupefacenti. “L’unica soluzione è che gli effetti di queste sostanze scompaiano da soli, come avviene per gli umani. Al massimo interveniamo con una flebo in endovena”, spiega al IlFatto.it un medico della Clinica veterinaria Sempione. “Non facciamo esami tossicologici perché non servono, però i sintomi non lasciano spazio a dubbi. I cani arrivano barcollando, con gli occhi spalancatisbavanoabbaiano nel vuoto. Spesso sono stati a parco Sempione nelle due o tre ore precedenti”. Un racconto simile a quello fornito da altri 5 veterinari milanesi. “Ultimamente è capitato di meno, ma d’estate è abbastanza frequente”, aggiunge Ilario Taddeo, dell’ambulatorio Arco della Pace. “Ne arrivano di più la sera, perché magari anche gli stessi cani vedono di meno. E poi loro ingeriscono davvero qualunque cosa, figuriamoci una cosa odorosa come la marijuana”, conclude una collega dell’ambulatorio Procaccini. “L’ultimo arrivato era sdraiato su un fianco e ululava di continuo, sembrava che stesse vedendo delle cose tutte sue. Fa molta paura, ma dopo una notte si risolve e passa tutto. I rischi maggiori si hanno con altre sostanze, come la cocaina o l’eroina”.

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Cosa passa per il cervello dei nostri cani?

Il cervello dei nostri cani è molto simile al nostro, come il nostro può pensare e restare influenzato dai nostri atteggiamenti, per questo avverte il nostro stata di nervosismo e il nostro malumore, per questo ama i nostri amici ed è ostile ai nostri nemici..

In questo video  Angelo Vaira /Corriere Tv, ci spiega molte cose interessanti.

 

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Perchè un cane può cambiarti la vita

L’arrivo e poi la presenza di un cane (o più, ovviamente) nella vita dei loro umani è così dirompente che si può dire senza rischio di sbagliare che esiste un prima del cane e che dopo nulla è più lo stesso.

Perchè?

E una volta provato l’amore del e per il cane è praticamente impossibile viverne senza. Con in più la consapevolezza che con ogni cane la relazione è unica perchè ogni cane è un mondo a sè e ognuno da a suo modo – c’è chi ti lecca le lacrime quando piangi, chi ti assiste quando stai male, chi si accoccola vicino a te, ognuno al suo posto ma vicini e presenti uno per l’altro, chi ti si stende addosso, irruento ed esuberante, chi permette solo a te di occuparsi di lui/lei, e così ognuno nella sua unicità.

I cani stravolgono la vita anche da un punto di vista pratico, non solo emotivo.

Il primo, più basilare, sono le uscite. I cani hanno bisogno di uscire, e anche bene (le uscite per loro svolgono la fondamentale funzione non solo di permettere loro di produrre ma anche di esercitare il corpo e la mente, di socializzare, di divertirsi, di scoprire il mondo, di rafforzare la relazione con i loro umani) per cui con il cane si esce, almeno 3 volte al giorno, tutti i giorni, non ci sono se e non ci sono ma che tengano. Ogni età e ogni individuo poi ha le sue esigenze specifiche che devono essere rispettate. E’ vero che esistono i dogsitter ma non si può e non si deve delegare ad altri la relazione con il cane e una parte importante di quella relazione è fatta dall’uscire, bene, insieme.

Un altro aspetto sono le uscite, intese come gli umani che vanno da qualche parte in cui il cane non può andare. Ecco, tantissimi umani scoprono che con la presenza del quadrupede le uscite diventano complicate e molto spesso non perchè il cane non riesca a stare da solo quelle poche ore di una cena o di un cinema; no, perchè gli umani non riescono a lasciarlo/a solo/a. Provare per credere… E detto tra noi, molto meglio i proprietari che fanno qualche rinuncia pur di non lasciare soli i cani di quei proprietari per cui è normale lasciare regolarmente il cane solo per ore e ore o addirittura giorni (folle per quanto sembri, c’è anche questo).

Avere un cane, amarlo e rispettarlo/a e soddisfare le sue esigenze richiede grande disponibilità e adattamento. Il cane è un essere vivente, ricco di emozioni, sentimenti, stati d’animo ed esigenze, sia individuali sia di specie, può vivere bene o male e l’ago della bilancia sono i suoi umani e l’amore, il rispetto e la dedizione che hanno nei suoi confronti. Cosa vuol dire praticamente? Di tutto, considerato che ogni cane, oltre alle esigenze date dal suo essere cane, ha le sue esigenze individuali. Nel tutto, c’è un comun denominatore: i cani richiedono tanto tanto impegno, e la disponibilità a fare ciò di cui loro hanno bisogno (e non ciò di cui gli umani pensano abbiano bisogno) per stare bene.

Chiudiamo con il capitolo viaggi, altra nota non necessariamente dolente ma sicuramente complicata dell’avere un cane: per chi ha il cane e non ama lasciarlo (cosa più che condivisibile) viaggiare non è semplice, non solo perchè viaggiare con un cane è complicato in termini di case, alberghi, treni etc. ma anche perchè non è detto che il peloso non soffra ad esempio la macchina, o il treno. E il proprietario che ama la sua creatura a quattrozampe in un modo di cui quasi quasi si vergogna temendo di essere preso per matto, cosa fa? Si adatta e a volte può anche voler dire rinunciare a viaggiare e alla fine non sentirne nemmeno troppo la mancanza.

Volendo riassumere in due punti perchè c’è un prima-cane e poi nulla è più lo stesso: condividere la vita con un cane è una esperienza emotiva ed affettiva senza pari e quegli essere pelosi e quadrupedi riescono a farci fare cose che non faremmo per nessun altro.

Ecco chi ha scritto questo artico

Lauretana SattaDog bloggerDal caos nasce una stella danzante, diceva Nietsche. Per Lauretana il caos è stata la relazione con Oban, cane complicato, e la stella danzante è la vita insieme ora dopo tanto lavoro insieme. Dall’esperienza con Oban è nato il sito Dogdeliver, pensato per raccontare la straordinarietà dei cani e della loro relazione con gli umani.

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