TORINO:La sfilata dei cani bassotti al parco Michelotti

Bassotti, simpatici, coraggiosi, compagnoni….
Sono arrivati da tutto il Piemonte e dalla Liguria per partecipare alla prima edizione torinese della «Sausage Walk»: questa mattina, 28 ottobre, 300 bassotti hanno sfilato da piazza Castello al Parco Michelotti insieme ai loro proprietari. Al raduno, a cui ha partecipato anche la sindaca Chiara Appendino con la famiglia, c’erano cani di tutte le taglie ed età, spesso con indosso cappottini colorati, papillon e costumi di Halloween, e il ricavato del pranzo che è stato organizzato alla Locanda sul Po servirà a raccogliere fondi per l’associazione «Bassotti e Poi Più».

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BARF una dieta da business

 

Barf è un acronimo che sta per Biologically Appropriate Raw Food, e indica una dieta naturale per animali a base di carne cruda, ossa edibili e organi. Già affermata in paesi come Germania e Regno Unito, le prime aziende distributrici di Barf in Italia sono sorti solo negli ultimi 5 anni ma è negli ultimi mesi che il fenomeno ha iniziato a diventare una realtà. “Un negozio ben avviato – spiega all’Adnkronos Gaia Maiolino, proprietaria del Centro Distribuzione Barf di Varese – riesce a vendere fino a 8 mila chili di carne al mese”. Ha aperto la sua attività quattro anni fa spinta dal desiderio di avere il totale controllo su ciò che dà da mangiare ai suoi cani e oggi il suo centro rifornisce più di 20 negozi nel centro nord, con numeri in continua crescita: “Superiore al 10%”, dice.

L’obiettivo della dieta è quella di riavvicinare i cani e i gatti al loro stato primordiale di cacciatori e carnivori, prima che diventassero animali da compagnia. La carne viene abbattuta in modo da eliminare tutti i batteri, cosa che non avviene nelle tradizionali macellerie: la carne che si compra in un negozio Barf, quindi, è profondamente diversa da quella destinata all’alimentazione umana. I sostenitori di questa dieta sostengono che gli effetti positivi siano praticamente immediati: più lucentezza del pelo, maggiore agilità, magrezza e massa muscolare. “Le normali crocchette – dice Alberto, gestore di un negozio Barf – sono più lunghe da digerire, appesantiscono l’animale e possono portare perfino a problemi oncologici, tutte cose evitabili con una dieta più naturale”.

Gli esperti sono ancora oggi fortemente divisi sull’argomento: chi crede che questa dieta non possa che portare benefici al cane/gatto, chi invece sostiene che una alimentazione a base di sola carne possa rivelarsi troppo proteica e privare di altre necessarie vitamine l’animale. “Sicuramente è fondamentale conoscere con certezza la provenienza della carne – sostiene Marco Melosi , presidente dell’Anmvi – e questo non sempre è possibile. Le crocchette negli anni hanno portato dei miglioramenti nella vita dei cani, che oggi vivono, ad esempio, molto di più dei lupi. Aspettiamo uno studio sul lungo periodo per capire quali siano effettivamente i benefici della Barf”.

I risultati migliori possono averli i gatti in quanto animali strettamente carnivori, mentre i cani sono largamente carnivori. “E’ vero che l’antenato del cane, il lupo – continua Melosi – era abituato a cacciare e a mangiare la carne cruda, ma è anche vero che c’è stato un lungo processo di evoluzione e non si possono quindi paragonare i due animali senza tenere conto delle differenze che si sono generate “.

Questo nuovo modo di dar da mangiare ai propri animali ha pochi punti in comune con quelli tradizionali: “La vendita della carne Barf – racconta un venditore – è diversa da quelle tradizionali: non si compra al supermercato e prima dell’acquisto c’è sempre una conversazione con il padrone del cane per capire quale alimento sia il più adatto. E’ un processo più intimo rispetto a delle neutre crocchette”. L’alimentazione 2.0 investe anche il regno animale, che a suon di attenzioni e carni scelte viene riportato a quando di attenzioni e di carni scelte non sapeva l’esistenza.

Cucciola sbranata da altri due cani

Cucciola uccisa da altri due cani, muore. L’aggressione risale al pomeriggio di domenica, alle 15.30. La proprietaria del povero animale insieme al marito e al padre era uscita a fare una passeggiata, portando con sé i suoi tre cani di razza cavalier king.

Tutto bene finché non sono arrivati nell’area verde attrezzata con panchine in via Mascagni lungo la sponda del torrente Lura, dove avrebbero voluto godersi un po’ di tranquillità nel verde.

Nel giro di pochi istanti la situazione è volta al peggio e nella maniera più drammatica e inaspettata. Due cani, sfuggiti al controllo dei loro padroni, si sono diretti verso di loro.

Mentre stavano per accomodarsi sulla panchina, uno dei due cani – probabilmente un pitbull – si è avvicinano minacciosamente. La donna, intuendo il pericolo, ha chiesto al marito di tentare di fermare l’animale. L’uomo ha cercato di allontanarlo colpendolo anche con un calcio.

Nel frattempo è sopraggiunto anche il secondo cane ed entrambi hanno attaccato Grace, la più piccola dei tre cavalier king. Un esemplare di tredici mesi, azzannata con ferocia. Un assalto mortale.

Nel tentativo di salvare la sua cucciola è rimasta a sua volta ferita, uno dei cani le avrebbe morsicato un dito della mano sinistra.

Sono in corso indagini per identificare i proprietari dei due cani a cura dei carabinieri di Lurate Caccivio, intervenuti sul luogo dell’aggressione. La proprietaria dei cani ha presentato regolare denuncia ed è intenzionata a chiedere danni morali e materiali.

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Palermo: mappatura genetica dei cani non sterilizati

Mappatura genetica dei cani non sterilizzati e creazione di una Banca dati regionale del Dna canino per il controllo del randagismo in Sicilia. Ecco l’elemento attorno a cui ruota il disegno di legge per la prevenzione del randagismo presentato stamattina in sala stampa dal presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, dal consulente dell’Ars ed esperto in materia Giovanni Giacobbe Giacobbe e dal professore Giovanni Scala, giurista e costituzionalista che ha contribuito alla stesura del ddl. Un disegno di legge che, pur mantenendone i principi, rielabora la legge regionale 15 del 3 luglio 2000 sull’Istituzione dell’anagrafe canina e norme per la tutela degli animali da affezione e la prevenzione del randagismo con l’obiettivo di risolvere il problema alla radice attraverso una rivoluzione culturale. “Il disegno di legge è una novità assoluta nel settore e potrebbe diventare un esempio a livello europeo” ha detto Miccichè.

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Cani in spiaggia: permessi, divieti e sanzioni

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Cani in spiaggia? Si, no, forse. Chi decide di portare al mare il proprio amico a quattro zampe deve fare i conti con regole, cartelli e sanzioni, il tutto perché non c’è una legge statale specifica in materia, ma spetta alle Regioni e ai comuni stabilire limiti, permessi ed eventuali divieti.

Fortunatamente cresce il numero delle spiagge dove i nostri cani vengono coccolati a dovere, ma esiste ancora tanta confusione sul fatto di poterli sempre portare con noi. Per questo, noi consigliamo sempre prima di partire, di informarvi bene sulla struttura o la spiaggia in cui passerete le vacanze, onde evitare spiacevoli inconvenienti.

Ma perché esiste tanta confusione? Diciamo innanzitutto che portare Fido in spiaggia è possibile a meno che non sia espressamente vietato da un’ordinanza comunale. Facciamo un po’ di chiarezza.

Cani in spiaggia: cosa dice la legge?

Non esiste una legge nazionale che regoli l’accesso degli animali sul demanio marittimo, quindi a meno che non ci sia un divieto comunale e/o della locale capitaneria vale la regola generale dei luoghi pubblici: i cani con noi ma con guinzaglio ed eventuale museruola.
Per essere ancora più chiari, quindi, ogni comune può liberalmente decidere l’ingresso dei cani sulle spiagge o il bagno in mare.

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C’è un divieto? Verificate se è legale!

I cartelli di divieto di balneazione per gli animali spuntano ovunque, sebbene basterebbe a tale proposito far rispettare la normativa vigente che obbliga i proprietari a tenere al guinzaglio i propri animali ed a raccoglierne le deiezioni. Ma attenzione: non tutti i divieti sono legali e regolamentati.

Per essere legale, il cartello di divieto deve:

  • contenere gli estremi dell’ordinanza emessa e la scadenza della stessa,
  • l’ordinanza deve essere firmata dal sindaco, da un assessore delegato o da altra figura competente,
  • deve contenere le motivazioni che hanno indotto il comune a vietare la spiaggia ai cani e deve prevedere una scadenza,
  • deve essere stata pubblicata all’albo pretorio del comune e se ne deve poter trovare nell’albo online, sul sito di ciascun comune.

Ma non solo, l’ordinanza deve essere motivata. Il Tar del Lazio si è espresso più volte su questo punto stabilendo che:

“Solo una congrua motivazione che giustifichi tale scelta da parte della pubblica amministrazione, potrebbe legittimare un’ordinanza restrittiva e dovrebbe anche specificare quali cautele di comportamento siano necessarie per la tutela dell’igiene delle spiagge o l’incolumità dei bagnanti. La scelta di vietare l’ingresso agli animali sulle spiagge destinate alla libera balneazione, non deve risultare irragionevole e illogica, né irrazionale e sproporzionata”.

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Cani negli stabilimenti balneari

Le spiagge private e gli stabilimenti balneari possono decidere di accogliere gli animali ma devono seguire una serie di prescrizioni:

  • la zona dedicata agli animali deve essere recintata e attrezzata dove l’animale possa bere, essere lavato e deve avere un apposito percorso per essere raggiunta,
  • i proprietari di animali devono rilasciare una dichiarazione in cui affermano che l’animale è vaccinato e devono munirsi di libretto sanitario.
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Cani in spiaggia: non per tutti i cani valgono le stesse regole

Dai divieti in spiaggia sono esclusi:

  • i cani guida per i non vedenti
  • quelli brevettati dal salvataggio al guinzaglio

Buon senso e..buona educazione!

Il rispetto vale per tutti. Molte persone non amano la compagnia degli animali, non è una colpa, il proprietario del cane è anche il suo custode per cui risponde penalmente e civilmente dei guai commessi da Fido. Molti comuni prevedono multe salate per i trasgressioni dei divieti che possono arrivare anche ai 3mila euro.

Ci sono tantissime spiagge italiane che accolgono i nostri cani a braccia aperte, ve ne segnaliamo alcune:

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Dominella Trunfio

Roman ha solo 6 anni ma ha salvato oltre mille cani dall’eutanasia

Ha solo sei anni, ma ha salvato oltre mille cani da una morte certa. Ecco la storia di Roman McConn e dei suoi tanti amici a quattro zampe che adesso hanno una casa.

“Nel luglio del 2015 abbiamo adottato Moon da un rifugio del Texas, dove praticano la soppressione dei cani, ho preso a cuore la causa e ho cominciato a collaborare con altri volontari presso il rifugio locale”, spiega la donna.

Dopo l’arrivo di Moon, sebbene piccolissimo Ronan decide di regalare i soldi ricevuti per il compleanno al rifugio. I genitori erano increduli, ma quel gesto ha cambiato la vita a tanti cani.

“Come genitori, ci sentivamo un po’ sciocchi perché non stavamo facendo niente per salvare i cani, nostro figlio, invece,ci stava insegnando qualcosa di unico”, continua.

Da qui nasce la voglia di mettersi in gioco, di salvare animali: la famiglia si trasferisce a Washington, ma continua ad aiutare i cani del Texas, uno fra gli stati che applica l’eutanasia ai cani che non vengono adottati in tempi brevi.

Roman assieme alla mamma realizza dei video per far conoscere le storie dei cani ospitati nel rifugio e riuscire così a metterli in contatto con potenziali famiglie per l’accoglienza. Il bambino presenta gli animali fisicamente e spiega perché dovrebbero essere adottati.

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“Mi fa sentire felice salvare tutti questi cani, ma sono sicuro che anche loro lo siano”, dice il piccolo Roman.

Project Freedom Ride è oggi partner di numerosi rifugi di soccorso in Texas che salvano cani randagi, abbandonati o destinati a essere soppressi e li aiuta a trovare nuove famiglie o a spostarsi nell’area del Pacifico, dove grazie a Roman e la sua famiglia possono vivere in sicurezza e tranquillità.

 

Ad oggi, in soli due anni dalla fondazione, sono stati salvati ben 1050 cani. Bravissimi!